Omicidio Checcucci, lunedì corpo restituito ai familiari per l’addio
castelfranco
Lunedì la salma di Roberto Checcucci sarà restituita ai familiari, la mamma Santa e il fratello Gilberto.
Una disponibilità che già ieri avrebbe consentito alla famiglia di riprendersi il 53enne ucciso la mattina del 27 settembre, ma che implicazioni logistiche ha fatto slittare di tre giorni.
Ora c’è da organizzare il funerale che potrebbe tenersi tra lunedì e martedì nella chiesa di Fucecchio, comune dove i Checcucci vivono dal 2010.
La salma del 53enne sarà tumulata, ma non cremata.
Una precauzione dettata dalla eventuale esigenza di dover procedere con una riesumazione in caso di ulteriori necessità investigative. Se nel giallo di Castelfranco di Sotto l’aspetto più intimo trova un approdo con la celebrazione del funerale, il fronte delle indagini resta aperto a ogni possibile scenario. Un testimone ha riferito ai carabinieri di aver visto due persone accovacciate, quasi fosse una colluttazione, nel campo dove poi è stato rinvenuto il corpo di Checcucci. I carabinieri del nucleo investigativo da giorni sono impegnati a ricostruire un vissuto della vittima che si è rivelato quasi inesistente. Nessuna vita sociale che non fossero le lunghe passeggiate quotidiane. Niente lavoro, ormai da anni, zero amicizie o passatempi da condividere con gruppi di amici. Un’esistenza da invisibile che rende il lavoro degli investigatori ancora più complicato.
L’assassino ha ucciso Checcucci con almeno cinque coltellate, due delle quali al collo. La Procura ha incaricato due genetisti forensi di individuare i dna sui reperti acquisiti sulla scena del crimine. Il punto di partenza è l’estrapolazione del dna della vittima attraverso il sangue. Poi quel codice genetico sarà comparato con tutti quelli presenti sul corpo e sugli indumenti, anche intimi, dell’uomo. E solo se e quando dovessero materializzarsi profili genetici diversi allora gli inquirenti avrebbero un elemento su cui orientare le indagini.
La famiglia si è affidata all’avvocato Andrea Massaini. Gilberto non riesce a pensare a un movente che abbia armato la mano dell’assassino del fratello Roberto. I carabinieri escludono la rapina degenerata. Un appuntamento con un conoscente o l’aggressione di uno psicopatico restano ipotesi non scartabili. —
p.b.
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