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Anfiteatro, ecco da dove passavano i leoni per lottare coi gladiatori

andreas quirici
Anfiteatro, ecco da dove passavano i leoni per lottare coi gladiatori

Trovata una grata in un tunnel: «È il passaggio delle belve»  Venerdì fine dei lavori, poi via a restauro e conservazione

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VOLTERRA

Ad una settimana dallo stop ai lavori nello scavo dell’anfiteatro romano di Porta Diana a Volterra arriva un’altra sensazionale scoperta da parte del gruppo di archeologi guidato dalla funzionaria della Soprintendenza Elena Sorge: una grata all’interno di un tunnel che non lascia dubbi sul fatto che si tratti del passaggio usato per far arrivare gli animali all’interno dell’arena durante gli spettacoli.

«Quello è il tunnel da cui passavano le belve», annuncia Sorge sempre più emozionata ad ogni scoperta fatta durante le operazioni di scavo che sta attirando l’attenzione dei tantissimi appassionati di archeologia, ma anche dei volterrani che vedono nell’anfiteatro un ulteriore tassello per valorizzare la propria città. La recente scoperta è, di fatto, alle spalle del tunnel trovato poche settimane fa e che è stato subito individuato come uno dei passaggio da cui transitavano gli spettatori. «La grata è al centro dell’arena – aggiunge la funzionaria della Soprintendenza e direttrice scientifica delle operazioni di scavo –. Stiamo indagando il sottosuolo e andremo avanti fino all’ultimo minuto di questa campagna. Stiamo scoprendo cose eccezionali e non vogliamo fermarci».

Secondo Sorge le “belve” in questione non sono solo quelle protagoniste di tantissimi film sui romani e le lotte con gli animali al Colosseo. «I leoni sono da sempre i protagonisti di queste scene al cinema o in televisione – ammette l’archeologa – ma penso che gli spettacoli all’anfiteatro di Volterra non fossero fatti sempre con questa specie. Anzi, ritengo che venisse utilizzata solo in casi eccezionali. Il trasporto costava tantissimo. Probabilmente, di norma venivano utilizzati animali presenti nel territorio come orsi, lupi o cani».

Fatto sta che questo ritrovamento nell’area di Porta Diana rende questa campagna di scavo ancora più interessante, creando una suggestione notevole tra appassionati o semplici curiosi della materia.

Venerdì finiranno i lavori realizzati negli ultimi due mesi circa, ma cominceranno quelli di restauro e di conservazione dei beni fatti riemergere di recente. E mano a mano che l’intervento procede, crescono anche le aspettative per vedere questa struttura archeologica emergere dal sottosuolo sotto cui è stato sotterrato per così tanto tempo. E, di pari passo, aumentano le necessità finanziarie per portare a termine l’operazione. Con la chiusura della campagna, infatti, comincerà una nuova ricerca di fondi per poter riprendere l’intervento nella prossima primavera e continuare così a far sognare l’intera Valdicecina. —



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