Il dolore
Gli elettori di Rollo al secondo turno scelgono anche Betti
La fotografia del voto cascinese dopo il ballottaggio L’insediamento del nuovo consiglio il prossimo 26 ottobre
CASCINA
Il 26 ottobre si insedia il nuovo consiglio comunale. Abbiamo chiesto al cascinese Federico Russo, professore associato di Scienza politica all'Università del Salento, di prendere in esame il risultato delle ultime amministrative di Cascina.
Il nuovo sindaco di Cascina Michelangelo Betti, al ballottaggio di domenica scorsa, è passato «da 9.351 a 11.088 voti, aumentando i proprio consenso di circa 1.700 voti. Al contrario, Leonardo Cosentini, candidato del centrodestra, è passato da 8.005 a 7.699 voti, perdendone circa 300.
Le uniche aree in cui Cosentini non ha perso consensi sono quelle di Cascina, San Frediano a Settimo e Latignano. Il distacco tra i due candidati è aumentato così da 1.410 a 3.389 voti».Un dato che lascia aperte nuove polemiche, dopo che lo stesso candidato del centrodestra ha già fatto rilevare che le divisioni non hanno aiutato. Al primo turno Betti era dietro a Cosentini soltanto a Casciavola, e in sostanziale pareggio a Latignano e Titignano. Al ballottaggio Betti ha vinto in tutte le sezioni, e in tutte le aree del comune.
«Questi scostamenti non possono dirci però a cosa è dovuta la maggiore capacità attrazione di Betti. Una risposta è possibile calcolando i flussi elettorali con il modello di Goodman, una tecnica statistica che consente di stimare gli spostamenti di voto tra due elezioni», spiega Russo.
In sostanza «Betti è riuscito a riportare alle urne più di 8 suoi elettori su 10, mentre Cosentini ne ha persi oltre 3 su 10. Questo è il primo ingrediente della vittoria di Betti». Cristiano Masi (centrosinistra in coalizione con Betti) e Dario Rollo «sono riusciti a indirizzare gran parte dei propri elettori sui candidati che hanno prescelto (7 su 10 Masi, 8 su 10 Rollo), ma qualche elettore di Rollo ha probabilmente scelto Betti andando a vedere il voto nel dettaglio». Gli elettori di Fabio Poli (lista civica Lavoro sviluppo ambiente e 5 Stelle), secondo il professor Russo, si sono astenuti in grande maggioranza, «ma quei pochi che vanno a votare (2 su 10) hanno votato per Betti».
In sintesi, il campo del centro sinistra, secondo la valutazione che emerge dall'analisi dei flussi elettorali, «è compatto e la sua proposta ha una certa capacità attrattiva, mentre quello della destra è attraversato da divisioni che portano a un alto livello di astensionismo al secondo turno». Le divisioni interne hanno un peso determinante nella sconfitta del centrodestra.
«I voti rimasti al Movimento Cinque Stelle, molti meno rispetto ai periodi d'oro, sono quelli di chi rifiuta di schierarsi per le proposte politiche tradizionali e quindi difficilmente conquistabili. Gli elettori pentastellati più vicini alla destra o alla sinistra avevano probabilmente già scelto Betti o Cosentini al primo turno» conclude Russo. —
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