Sicurezza
Borracce a 1.150 alunni per risparmiare 23 quintali di plastica
CASTELFRANCO
L’acqua di rubinetto non è “solo” potabile, ma anche buona da bere, disponibile “a chilometro zero”, sicura e super controllata. Spesso però – e a torto – il pregiudizio attorno all’acqua di rubinetto (in termini di sicurezza, qualità, caratteristiche) è radicato al punto da far preferire comportamenti non sempre sostenibili. Per incentivare le buone pratiche e promuovere un uso responsabile della risorsa idrica, il Comune di Castelfranco di Sotto, l’Istituto Comprensivo Leonardo da Vinci e Acque collaborano insieme al progetto Acqua Buona che prevede: consumo dell’acqua di rubinetto al posto di quella in bottiglia, garantito da controlli aggiuntivi sulla qualità direttamente all’interno dei plessi, divulgazione dei dati (in modo che tutti possano conoscere la qualità dell’acqua che bevono) e fornitura di brocche e borracce per il consumo. Un percorso condiviso che si rinnova anche per quest’anno, aggiungendo una forte impronta plastic free. La nuova stagione del progetto è stata presentata in municipio (foto) alla presenza del sindaco Gabriele Toti, dell’assessore all’ambiente Federico Grossi, dell’assessora alla scuola Ilaria Duranti e del dirigente scolastico Sandro Sodini.
Ai 1150 bambini e ragazzi delle scuole primaria e secondaria di Castelfranco, Orentano e Villa Campanile che hanno appena iniziato l’anno scolastico 2020-21 sarà presto consegnato un nuovo kit con borracce in alluminio. Ipotizzando un consumo quotidiano di 0,5 litri d’acqua ogni studente, in un anno scolastico i bambini di Castelfranco e Orentano faranno risparmiare alla collettività circa 23 quintali di plastica e l’emissione equivalente di quasi 53 quintali di anidride carbonica. Inoltre, le borracce possono rappresentare un ulteriore strumento per rispettare le politiche anti-Covid previste nella scuola. «Siamo felici di poter vedere l’avvio di questo progetto a Castelfranco – spiega il sindaco Toti –. Purtroppo però, a causa delle politiche stringenti applicate in questo momento, non è possibile utilizzare l’acqua del rubinetto per la mensa scolastica. Lo faremo appena le cose saranno tornate alla normalità».
«In Italia – ricorda Giuseppe Sardu, presidente di Acque SpA – il consumo pro-capite di acqua in bottiglia è uno dei più alti al mondo. Apprezziamo molto il fatto che molte amministrazioni comunali siano protagoniste di un processo di cambiamento che, anche attraverso un sistema di servizi pubblici efficienti, mette al centro la sostenibilità e il futuro dei cittadini». —
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