Gioco
Mastro Michele chiude bottega, Volterra resta senza calzolaio
VOLTERRA
L’ultimo calzolaio di Volterra ha chiuso i battenti. E ora sarà un problema far sistemare le scarpe nella città etrusca. «Quello più vicino dovrebbe essere a Cecina», dice Michele Ragli, conosciuto, oltre che per essere un arciere, anche come mastro Michele, che lavorava fino a poche settimane fa nella sua bottega in via Ricciarelli. Una perdita importante per una città votata sì al turismo, ma che punta anche a offrire servizi ai propri cittadini per cercare di opporsi allo spopolamento. I motivi della chiusura, però, non sarebbero da imputare all’emergenza sanitaria da coronavirus che ha sconvolto il mondo, Volterra compresa. «È colpa mia – ammette il 55enne – non riuscivo più a pagare tutte le spese con questo lavoro. E cessare l’attività mi è dispiaciuto davvero tanto».
Una passione, quella di Michele per il mestiere di calzolaio, nata una decina d’anni fa quando lavorava in un bar. «Stavano chiudendo due calzolai storici di Volterra – racconta – e decisi di provare. Mi piacciono le sfide e sono sempre rimasto affascinato da questo mestiere che ti dà la possibilità di aggiustare un oggetto importante come le scarpe. Così chiesi di insegnarmi i segreti di questo lavoro a un altro calzolaio storico volterrano, Vincenzo Pullarà, che era già andato in pensione e che oggi, purtroppo, è morto. Ho imparato tutto quello che c’era da sapere e sono partito, rilevando una vecchia attività».
È nata così la bottega di mastro Michele che per tanti anni è stato il solo calzolaio di Volterra. «Il lavoro non è mai mancato, anche se probabilmente non tanto per dare una svolta al giro d’affari». Colpa del cambiamento dei consumi in fatto di abbigliamento e mode, ma anche delle scelte in fatto di scarpe, sempre più a buon mercato e sempre meno incentrate sul riutilizzo degli oggetti. Ormai si preferisce comprare scarpe nuove piuttosto che sistemarle se si presentano problemi di usura.
Ma a Michele questo interessa poco. Non cerca scuse. E volta pagina. «Ho fatto un corso da guardia giurata – spiega ancora – e a breve dovrebbero arrivarmi i documenti per cominciare a lavorare nella società in cui mi sono preparato per questa nuova avventura. Sono felice di avere una nuova prospettiva dopo la chiusura della bottega. Un passo che, emotivamente, mi è costato davvero tanto». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
