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Una vita senza ombre interrotta da una sequela di coltellate

p.b.
Una vita senza ombre interrotta da una sequela di coltellate

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castelfranco

L’apparente assenza di una vita al di fuori di quella trascorsa in casa con la mamma e il fratello non aiuta gli investigatori impegnati da domenica a dare un nome e un volto all’assassino di Roberto Checcucci.

Un nucleo familiare, quello dei Checcucci, arrivato a Fucecchio una decina di anni fa che non si è inserito nella vita sociale del paese. La vittima non lavorava. Stessa sorte per il fratello Gilberto. Le finanze familiari sono alimentate dalla pensione della madre, la novantenne Santa.

«Era un tipo particolare» dicono nel quartiere a proposito di Roberto. Una frase priva di malignità o retroscena. Non gli vengono attribuite amicizie, neanche per prendere un caffè al bar.

Uno stakanovista delle passeggiate che spesso erano anche una valvola di sfogo per lenire le arrabbiature dovute alle discussioni con i vicini.

Una famiglia chiusa, niente affatto incline a socializzare all’interno della quale Checcucci aveva trovato il suo equilibrio. Se avesse anche una vita parallela in cui può essere inserito un contesto come quello dell’omicidio è un aspetto che viene tenuto in considerazione dagli investigatori.

Di sicuro non aveva precedenti penali, nessun sospetto per situazioni ambigue, meno che mai il giro della droga.

Una vita ritirata che l’altra mattina è deflagrata con una sequela di coltellate ancora senza un perché, né per mano di chi.

Roberto e le sue passeggiate solitarie lungo sentieri alla ricerca di percorsi nuovi con traguardi sempre più spostati in là. Roberto senza amici che usciva sempre lasciando il cellulare a casa tanto mamma e fratello sapevano dei suoi orari e non stavano in pensiero. Lo ha fatto anche domenica mattina. Per l’ultima volta incrociando lo sguardo del suo assassino mentre lo accoltellava. —



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