La protesta
Nassar: «Il sindaco punta sulla Grillaia e a farsi rieleggere»
Peccioli
Se da una parte i sindaci ragionano su una nuova forma di Unione tra i Comuni dell’Alta Valdera, dall’altra le opposizioni affilano le armi e si preparano alla battaglia politica. A partire dalla minoranza consiliare di Peccioli, che boccia la proposta avanzata da Renzo Macelloni al collega di Terricciola Mirko Bini e ora sostenuta anche dal primo cittadino di Lajatico Alessio Barbafieri. «Macelloni vuole solo una fusione entro il 2024 per ricandidarsi a sindaco in un nuovo comune fuso», è il commento di Magdi Nassar, consigliere comunale di Cittadini per Peccioli. «Macelloni – scrive Nassar in una nota – fa e disfa le unioni dei Comuni come le società di capitale: prima unione a sei, poi unione a quindici; poi l’uscita dall’Unione, il referendum per la fusione bocciato dai cittadini, una nuova unione a 4 e la scissione dopo nemmeno 6 anni; adesso questa nuova offerta nebulosa, priva di argomenti concreti e infarcita di retorica generica».
Nassar torna poi su un tema già affrontato quando sfidò l’attuale sindaco alle elezioni: la discarica di Legoli. In particolare ipotizza che la mossa di Macelloni abbia l’obiettivo di «arrivare a mettere le mani sulla Grillaia». «Le discariche hanno l’unico problema che finiscono – è la tesi avanzata dal consigliere di “Cittadini per Peccioli” –. Quando questo avviene, o sta per avvenire, si deve cercare un territorio nuovo dove impiantarne un’altra. Chiaro è che, per un Comune come il nostro, la possibilità di rigenerarsi senza sacrifici è quella di trovarne uno limitrofo da incamerare».
Il consigliere di opposizione a Peccioli non manca di muovere critiche anche al primo cittadino di Terricciola. «Nessun sindaco di buonsenso – è l’attacco di Nassar – proporrebbe ai propri cittadini la fusione con un Comune (Peccioli, ndr) che vanta oltre 20 milioni di crediti insoluti dalla propria partecipata (la Belvedere Spa, ndr), che ha una spesa corrente pari a quasi quattro volte il valore delle entrate tributarie». A questa critica diretta si aggiunge un’accusa di incoerenza rivolta a Bini senza mai citarlo direttamente: «Per quanto riguarda questi giocatori dilettanti della politica, mi fa sorridere che alcuni di essi, appena pochi mesi fa, mi chiamassero chiedendomi di attivarmi legalmente come consigliere di opposizione, segnalandomi problemi di gestione che emergevano dall’Unione, gli stessi che oggi si scrivono con Macelloni amichevolmente per stringere impegni che riguardano il territorio con una visione personalistica e preoccupante». —
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