Il Tirreno

Pontedera

Il tartufo rimane il principe, ma a fargli da partner saranno soprannomi e vecchi abiti

Giacomo Pelfer
Il tartufo rimane il principe, ma a fargli da partner saranno soprannomi e vecchi abiti

Presentata la Fiera mercato in programma nella frazione sanminiatese di Corazzano nel prossimo fine settimana 

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l’evento

Al centro di tutto ci sarà il tartufo bianco, che proprio nei boschi intorno a Corazzano trova una delle zone più vocate e più “battute” dai tartufai. Ma non sarà l’unico protagonista della 34esima Fiera mercato in programma il prossimo fine settimana, 3 e 4 ottobre: ci sarà spazio anche per la storia e le tradizioni del paese, con la riscoperta dei soprannomi e dei vecchi abiti che usciranno dai bauli per abbellire la frazione.

Sono le novità messe a punto dall’Asd Corazzano, dalla cooperativa Corazzano e dal locale circolo Arci, le tre associazioni che organizzano una delle più longeve manifestazioni legate al bianco sanminiatese. Appuntamento dunque nel piazzale del campo sportivo e nei locali del circolo, dove sarà possibile gustare le specialità al tartufo nella cena del sabato e nella giornata di domenica, sia a pranzo che a cena. Oltre agli immancabili tagliolini e alla bistecca, sarà l’accostamento fra zuppa di cipolle e tartufo bianco a caratterizzare Corazzano rispetto alle altre feste della zona. A differenza degli altri anni, però, per garantire il rispetto delle disposizioni anti-Covid, gli organizzatori raccomandano la prenotazione (al numero 0571462804) a chiunque volesse mangiare alla festa. «Nonostante le difficoltà di quest’anno, abbiamo cercato di arricchire la festa con alcune novità – sottolinea Marzia Bellini del circolo Arci – perché oltre al tartufo vogliamo legarci alla storia e alle tradizioni del paese». Da qui è nata l’idea di riscoprire i vecchi soprannomi: 130 nomignoli in tutto, che saranno impressi su altrettante mattonelle che daranno vita ad un vero e proprio muro da allestire nei locali del circolo. Artefice del progetto Nello Piampiani, 81 anni, memoria storica di Corazzano, che ha messo insieme i soprannomi di 130 personaggi che hanno caratterizzato la vita paesana: da “La Chioccia” a “Fischio”, da “Sapone” a “Struscio”, fino all’indimenticata “La Cesena”, al secolo Rina Nacci, storica e amata dispensiera del circolo de La Scala venuta a mancare pochi giorni fa. «Da tre anni – riprende Bellini – cerchiamo di caratterizzare ogni edizione anche con un abbellimento diverso: quest’anno abbiamo riaperto i bauli e trovato vecchi vestiti, borse e cappelli che ogni famiglia esporrà davanti casa».

Ad aprire la manifestazione, sabato alle 18.30, sarà la presentazione del libro di Franco Polidori “Le nostre radici. Parlar Toscano”, mentre domenica gli stand apriranno i battenti dalle 9.30: protagonisti i prodotti della locale aziende Nacci Tartufi di Monica Nacci (nipote del fondatore Nello), chiamata a rappresentare quel “tartufo al femminile” che sarà anche il filo conduttore della Mostra mercato di novembre. Alle 15 di domenica appuntamento con una dimostrazione di “caccia” al tartufo, seguita alle 16.30 dall’inaugurazione del Muro dei soprannomi, mentre alle 18 sarà il turno dell’imitatore David Pratelli, volto di “Tale e Quale Show” e di altri noti programmi televisivi. «Organizzare quest’anno certe iniziative non era scontato», dicono il sindaco Simone Giglioli e il presidente di San Miniato Promozione Marzio Gabbanini, sottolineando l’importanza di iscrivere il tartufo nel patrimonio immateriale dell’Unesco: «È un treno che dobbiamo agganciare – dice Gabbanini – perché come a Montalcino hanno il vino noi abbiamo il tartufo. Ed è ciò che ci caratterizza in Italia e nel mondo». —

Giacomo Pelfer

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