Il Tirreno

Pontedera

«Rischio infiltrazioni, iniziato l’iter per chiudere le aziende»

I sindaci dopo le misure interdittive firmate dal prefetto 

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SANTA CROCE

«Ci siamo immediatamente attivati per svolgere quanto dovuto in seguito ai provvedimenti del prefetto». Così i sindaci Gabriele Toti (Castelfranco), Giulia Deidda (Santa Croce) e Simone Giglioli (San Miniato), dopo che il prefetto di Pisa, Giuseppe Castaldo ha adottato cinque misure antimafia interdittive nei confronti di altrettante imprese che operano nel settore conciario. Si tratta di varie attività economiche su cui le forze dell’ordine hanno raccolto significativi elementi che fanno pensare ad una vicinanza con ambienti della criminalità organizzata. Le cinque misure adottate dal Prefetto hanno natura inibitoria: impediscono agli imprenditori di avere qualsiasi rapporto con la pubblica amministrazione, sia per avere contributi, concessioni, autorizzazioni o per altri provvedimenti. I provvedimenti sono già stati notificati agli interessati nei giorni scorsi e sono scaturiti dalle informazioni che la prefettura ha acquisito nel corso del tempo dalle forze dell’ordine, in seguito ad inchieste che hanno riguardano le cinque imprese, tutte molto note nel distretto del Cuoio.

«I nostri uffici Suap (Sportello unico attività produttive, ndr) hanno da subito svolto tutte le verifiche sui permessi e sulle autorizzazioni di cui sono in possesso. Al contempo – spiegano i sindaci – hanno coinvolto tutti gli enti interessati (Asl, Regione) e hanno dato avvio ai procedimenti di chiusura e revoca dei permessi da attuare nel minor tempo possibile».

È l’inizio di un percorso che deve tenere conto di vari aspetti e che richiede anche una serie di approfondimenti da svolgere insieme ad altri enti. Per questo non può portare a una conclusione immediata: «La chiusura di attività complesse ha necessità di essere effettuata compatibilmente con le esigenze di salvaguardia ambientale e igienico-sanitarie. Ci stiamo muovendo in modo unitario come Suap del Comprensorio del Cuoio. Ci siamo raccordati in modo unitario anche con la Prefettura di Pisa, svolgendo le varie procedure rispettando le stesse tempistiche e modalità». Poi Toti, Deidda e Giglioli sottolineano anche che «gli effetti della crisi economica causata dalla pandemia da Covid-19 possono costituire un elemento che crea difficoltà finanziarie per le aziende e costituire terreno fertile per chi ha capitali disponibili e provenienza illecita cercando così di inserirsi nella gestione e amministrazione. Anche per questo motivo, il prefetto aveva convocato una riunione del tavolo di distretto anche su sollecitazione degli stessi soggetti che lo compongono. L’obiettivo comune è la salvaguardia della legalità nel nostro sistema economico. Questo percorso richiede un agire congiunto dei soggetti istituzionali nella stessa direzione. Questa operazione, che è del tutto nuova, per la nostra zona, dimostra che la guardia delle istituzioni è sempre molto elevata e di pronta risposta a salvaguardia del tema della legalità». —



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