Gioco
Tartufo, La Serra alza il sipario con un piano anti-Covid
Svelato il programma della prima sagra di avvicinamento alla Mostra mercato «Termoscanner e massimo 300 posti per garantire la sicurezza di tutti»
SAN MINIATO
Tredicesima edizione, la prima che si deve confrontare con le nuove disposizioni anti contagio da coronavirus: nonostante questo la Sagra del Tartufo Bianco e del fungo porcino a La Serra si farà, applicando i doverosi protocolli sanitari che adesso sono obbligatori.
Da venerdì a domenica i volontari del Circolo Arci offriranno un’esperienza culinaria che mette al centro queste due prelibatezze gastronomiche molto ricercate dagli appassionati del genere: il tartufo ed il porcino. La location è la stessa di un’altra storica sagra di La Serra, quella del “Cunigliolo Fritto”, in via Maremmana. Proprio qui è stata presentata ieri mattina la kermesse gastronomica, che avrà inizio venerdì nelle strutture del circolo. Chi vorrà godersi una cena in compagnia dovrà prenotare, anche se verrà lasciata una porzione di spazio per chi arriverà senza aver fissato il tavolo (per prenotare chiamare il numero 3391639542, dove si possono anche reperire ulteriori informazioni).
«Per garantire la sicurezza ingressi ed uscite saranno separati – spiega il presidente del Circolo Arci Cesare Profeti – e all’entrata dei volontari della Misericordia locale misureranno la temperatura ai presenti; inoltre per ogni tavolo verrà preso il numero telefonico di una persona, così da rintracciare i suoi contatti nel caso (malaugurato) di un positività. La capienza è di 280-300 persone, che sarebbero state 450 in una situazione di normalità. Ovviamente all’ingresso e in vari punti della struttura sarà presente il gel per detergersi le mani. Infine gli ambienti verranno sanificati costantemente».
Domenica ci sarà anche un piccolo e caratteristico mercatino dell’antiquariato, mentre gli organizzatori del circolo Arci hanno preferito non fornire intrattenimento per evitare assembramenti.
La 13ª Sagra del Tartufo Bianco e del Fungo Porcino è la prima delle cinque feste paesane che anticipano la sorella maggiore, cioè la Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco di San Miniato, organizzata dalla Fondazione San Miniato Promozione e che si terrà a metà novembre negli splendidi scorci del centro storico.
«Sono molto felice – sottolinea il presidente della Fondazione Marzio Gabbanini – nel vedere quanto impegno ci mettono i volontari che organizzano le feste dedicate al tartufo. La collaborazione con le associazioni è fondamentale e io ringrazio chi ci sta mettendo l’anima. Non era scontato che il tartufo andasse avanti ma noi ce la stiamo mettendo tutta. E saremo anche giudicati per come gestiremo il fondamentale aspetto della sicurezza».
Alla presentazione anche il sindaco di San Miniato Simone Giglioli: «La stagione del tartufo - commenta - è al via ed è motivo di orgoglio; non potrà essere la stessa di sempre, serviranno delle accortezze che mettono al centro la sicurezza degli avventori. A La Serra fondamentalmente hanno già fatto una prova generale con la recente Sagra del Cunigliolo fritto ed è andata bene. Posso dire che chi verrà a cena alla Sagra lo farà in sicurezza». —
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