Il Tirreno

Pontedera

crespina e cenaia 

Il sindaco cancella due fiere insorgono gli ambulanti

f.T.

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CRESPINA LORENZANA

Di fronte a un’impennata di casi, il sindaco cancella due fiere in un colpo solo. E gli ambulanti insorgono. Quest’anno niente civette, regine di Crespina. E non si farà neanche la festa paesana di Cenaia, per scelta del primo cittadino Thomas D’Addona, che finisce nel mirino di Anva Confesercenti.

«Per l’ennesima volta – sottolinea il responsabile Claudio Del Sarto – un’amministrazione comunale considera una fiera come un potenziale focolaio Covid e l’annulla nonostante aver concordato con la nostra associazione le modalità di svolgimento, senza minimamente considerare le conseguenze per gli ambulanti. Dieci giorni fa eravamo stati convocati per dare un parere sulle ipotesi presentate dal Comune per lo svolgimento delle fiere di Crespina e Cenaia. Avevamo indicato una opzione dando quindi parere favorevole. Stiamo parlando di una fiera che si svolge con i protocolli già individuati per i mercati ed ai quali gli operatori ormai si attengano in maniera scrupolosa. Poi il fulmine a ciel sereno del sindaco con la sua ordinanza di annullamento. Non può passare il messaggio che il Covid si trasmetta solo nelle fiere. Come se gli ambulanti fossero delle persone senza criterio che non pensano alla salute».

Ma D’Addona non ci sta e spiega i motivi che l’hanno portato a firmare l’ordinanza: «In tutto il periodo del lockdown, nel nostro comune abbiamo avuto 4 casi. Nell’ultima settimana ne sono stati registrati 5, con due persone ricoverate, una delle quali, neanche cinquantenne, è in terapia intensiva. Io con questo quadro non posso permettermi di far svolgere fiere e luna park». Anche perché il clima nella comunità non è dei più tranquilli: «I cittadini sono con me. La gente è nel panico per questi nuovi casi. Colpa anche di come viene gestito il sistema. Durante il lockdown io ricevevo l’elenco di positivi e quarantene. Con il supporto delle forze dell’ordine, nei nostri paesi era facile verificarne il rispetto. Ora invece tutti i nominativi vengono inseriti in un database, dove sono indicate solo le date: io non so se quella persona è in quarantena perché in contatto con un positivo, o magari è tornata dall’estero o è in attesa dell’esito del tampone. Ed difficile anche capire se la persona risultata positiva ha effettivamente indicato all’Asl tutti i soggetti con i quali è entrato in contatto o se si è dimenticato, per distrazione o volutamente, qualche nominativo».

Insomma, c’è chi fa il “furbo”, risparmiando quarantene a familiari, amici e colleghi e mettendo però a rischio la salute della collettività. Senza dimenticare chi fa il tampone e se ne va in giro prima dell’arrivo del referto: «Avevamo – conclude D’Addona – anche studiato le misure anti-contagio: a Crespina, per esempio, non era prevista l’esibizione delle civette, ma solo l’esposizione. E i banchi sarebbero stati più distanziati. La Pro Loco non avrebbe organizzato il pranzo. Ma di fronte all’attuale quadro Covid, le fiere non si possono fare. Mi dispiace per gli ambulanti, ma la salute pubblica viene prima di tutto». —



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