Il Tirreno

Pontedera

Gli organizzatori 

«Abbiamo coniugato sport e prevenzione»

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Peccioli

«Ci siamo voluti essere nonostante tutto». Dion Smith ha appena tagliato il traguardo della 68ª Coppa Sabatini e per Luca Di Sandro, presidente dell’Unione ciclistica pecciolese è già tempo di bilanci: «Volevamo dare continuità alla manifestazione nonostante la pandemia. Non è stato facile: sia dal punto di vista dell’organizzazione, sia dal punto di vista del calendario. Alla fine ci siamo riusciti e abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo posti».

Quale?

«Quello di coniugare sport e prevenzione. Per farlo ci siamo dovuti attenere tanto alle disposizioni dell’Fci (Federazione ciclistica italiana, ndr)e delle autorità che, a loro volta, ci hanno supportato. Se la Coppa Sabatini e il Giro di Toscana si sono disputate, è stato ad esempio decisivo il sostegno dei sindaci di Peccioli e Pontedera».

Pensavate di riuscirci?

«Fino a giugno-luglio non sapevamo nemmeno se sarebbe stato possibile correre in base al calendario delle corse ciclistiche. In più c’era la consapevolezza di quanto impegno fosse necessario per mettere in piedi questa edizione in questo contesto. Alla fine, però, abbiamo deciso di metterci a disposizione al 100% per portare in porto anche questa edizione».

In mezzo, poi, c’è stato il sogno mondiale.

«Un sogno che alla fine ci ha lasciato l’amaro in bocca. Tuttavia non avrei mai creduto a chi, un anno fa, mi avesse detto che ci saremo candidati a ospitare i mondiali di ciclismo a Peccioli». —

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