Gioco
Gli altri sindaci: «Prima sfida vinta ora dobbiamo costruire il futuro»
santa croce
Battesimo del fuoco o tappa generazionale, altare su cui bruciare le preoccupazioni degli studenti o, spesso, più dei genitori, il primo giorno di scuola anche nel Comprensorio è andato, segnando l’inizio della più delicata delle fasi del ritorno alla normalità che i tanti cartelli di questi mesi evocavano con il loro “andrà tutto bene”. Una situazione che, caso sanminiatese a parte, è filata più o meno tutta liscia.
«È stata una sfida incredibile – ha commentato il sindaco di Castelfranco Gabriele Toti, che ha fatto un giro per tutti i plessi insieme all’assessora alla scuola Ilaria Duranti –. Sfida contro il tempo tra misure da rispettare, lavori da ultimare e risorse da utilizzare al meglio. Possiamo dire che ci siamo e che ce l’abbiamo messa tutta. Di certo non è finita qui, nei prossimi giorni continueranno alcuni interventi di manutenzione. Ma siamo partiti».
«Possiamo ancora migliorare – dice il sindaco di Montopoli Giovanni Capecchi, che ieri ha assistito alla prima campanella al Galilei, nel capoluogo, con l’assessora Cristina Scali – ma il primo giorno è andato bene, grazie anche alla collaborazione da parte degli studenti, dei genitori e del personale scolastico. L'emergenza dei mesi scorsi ci fa capire l'importanza di garantire un'istruzione di qualità per tutti».
Rientro in tranquillità anche a Fucecchio, dove sabato è stata inaugurata la nuovissima scuola di Querce. «Gli investimenti nella scuola e nella cultura sono quelli che portano avanti il benessere della città, di una nazione intera – dice il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli –. Su tutto il territorio di Fucecchio ci sono 13 scuole e questo taglio del nastro rappresenta non solo la rinnovata scuola di Querce, ma anche il nuovo inizio del nuovo anno scolastico».
«Oggi (ieri, ndc) è un lunedì speciale, tutta Santa Croce sull'Arno stamattina si è svegliata e si è messa in moto come non succedeva da mesi – scrive la sindaca della capitale del distretto Giulia Deidda –. Vedere le bambine e i bambini salutare i genitori ed entrare in classe è stato emozionante, come ogni anno, e anche un po' di più. Ho visto tanti sorrisi. Questo mi fa pensare che stiamo finalmente riprendendo la vita che conoscevamo prima del lockdown. Certo, ci sono nuove piccole e grandi abitudini da costruire. Ci sono cose che restano ancora sospese. Ma se la scuola riparte, torniamo a immaginarci davvero il futuro». —
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