Il Tirreno

Pontedera

Tamponamenti e salti di corsia: quanti lutti su quel nastro d’asfalto

pietro barghigiani
Tamponamenti e salti di corsia: quanti lutti su quel nastro d’asfalto

Le dinamiche che hanno segnato gli incidenti mortali Otto vite spezzate nel giro di poco più di un anno

3 MINUTI DI LETTURA





pontedera

Non serve andare troppo indietro nel tempo per trovare storie e nomi di chi ha lasciato la propria vita sull’asfalto di una superstrada che conta i morti con una cronologia del dolore a cui non ci si può abituare.

Con Pietro Martino, l’ultima vittima, sono almeno otto dal giugno 2019 le persone decedute nei vari tratti della Fi-Pi-Li nell’area pisana e a ridosso dell’area livornese. Non si calcolano più gli incidenti, anche gravi.

Una variante fisiologica da considerare quando si entra in quel nastro di cemento che è delizia per la formidabile capacità di collegamento, ma che diventa croce, anche nel segno religioso, per le sue insidie sommate a volte alle disattenzioni di chi è al volante. In una casistica empirica sono i tamponamenti, ostacoli non ponderati, a fornire le cause più frequenti degli impatti letali. Il 23 giugno 2019 due giovani, Edoardo Castellani, 29 anni, e l’amico Federico Pelucchini, di 28, entrambi di Lastra a Signa, tra Montopoli e Santa Croce dicono addio alle loro vite. In auto piombano contro un’altra auto ferma dopo un tamponamento banale, ma che aveva esposto il conducente a uscire dall’abitacolo. È un miracolo se non è una carneficina. Erano le 4,30. Stavano rientrando da una notte in discoteca.

È il 25 giugno dello stesso anno quando Anna Maria Carmini, 75 anni, e Diva Corsinovi, 80, entrambe di Empoli, in auto con i mariti per andare al mare a Tirrenia, muoiono nell’ennesimo tamponamento. Alle 8,30 all’altezza di Guasticce un’autocisterna centra la Volkswagen Up, utilitaria tedesca, che impatta con un’altra auto ferma. Una carambola senza scampo, mortale. Cambia la dinamica con un esito sempre luttuoso il 24 luglio scorso. Aldo Caffagni, 72 anni, originario di Empoli, residente a Pontedera da una decina d’anni, è al volante di una Mercedes quando salta la corsia e si schianta contro un tir. Muore sul colpo nell’auto proiettata in aria che atterra contro il mezzo pesante. Si chiamava Simone Petri, aveva 22 anni, campione di arti marziali.

La Fi-Pi-Li nel tratto livornese al confine con Pisa. È il 6 agosto, le 10 del mattino. In moto Simone supera un furgone che a sua volta è in fase di sorpasso. L’urto innesca la caduta. La Yamaha si incendia dopo aveva rotolato per decine di metri.

Quello che sembra la fotocopia dello schianto di ieri mattina è il tamponamento fatale del 26 agosto. Un furgone procede verso Firenze. Arrivato tra Ponsacco e Pontedera il conducente trova un rallentamento. Un camion fermo diventa l’ostacolo contro cui va a scontrarsi. Sterza verso il centro della carreggiata e lo spigolo posteriore del tir distrugge l’abitacolo e travolge chi siede sul lato passeggero. Cinzia Zanardi, 60 anni, della provincia di Ferrara, muore in un attimo. Il marito esce da solo, disperato.

Uno strazio conosciuto lungo la Fi-Pi-Li a cui non ci si deve abituare. —



© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web