Il Tirreno

Pontedera

Omicidio Marchesano, la Procura ricorre contro l’assoluzione di Scotto

Pietro Barghigiani
A sinistra Danny Scotto con la vittima Giuseppe Marchesano
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A sinistra Danny Scotto con la vittima Giuseppe Marchesano

Per l’accusa l’autore del delitto al momento del fatto non era totalmente incapace di intendere e volere

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MONTOPOLI.  La Procura impugna la sentenza di assoluzione di Danny Scotto pronunciata il 27 aprile scorso dal gup Giuseppe Laghezza che aveva riconosciuto la totale incapacità di intendere e volere dell’imputato al momento dei fatti.

In quale misura l’omicida di Giuseppe Marchesano era in sé o meno al momento del delitto è il tema dirimente affidata alle consulenze psichiatriche. La partita si sposta in appello con la fissazione dell’udienza entro la prossima estate. Il pm Sisto Restuccia, lette le motivazioni, ha deciso di ricorrere davanti ai giudici di Firenze per sostenere le ragioni dell’accusa che al termine della requisitoria nel processo con rito abbreviato erano quelle di una condanna a 12 anni con il riconoscimenti della sola seminfermità mentale. Il gup aveva, invece, acquisito nel suo giudizio il contenuto della consulenza del dottor Alberto Petracca che aveva dichiarato Scotto totalmente incapace di intendere e volere.

Il 29enne operaio agricolo di Chiesina Uzzanese nell’aprile scorso è stato assolto per vizio completo di mente, ma nei suoi confronti è stato disposto il trasferimento in una Rems per la durata di 24 anni. Scotto, difeso dall’avvocato Barbara Luceri, è ancora al Don Bosco. Nel carcere pisano ha trascorso, salvo qualche periodo a Sollicciano, gran parte della detenzione iniziata dal giorno dell’arresto da parte dei carabinieri.

Il pomeriggio del 9 novembre 2018 uccise con una 357 Magnum l’amico e coetaneo Giuseppe Marchesano nella sua casa a Casteldelpiano. Raccolse i bossoli e poi il giorno dopo andò ad esercitarsi al poligono. Se Scotto nel corso degli anni dovesse dare segnali di miglioramento, convincendo ad esempio gli psichiatri di non essere più socialmente pericoloso, non viene esclusa la possibilità di un ritorno in libertà per seguire un percorso di cure a casa o in strutture meno vincolanti di una Rems, gli ex ospedali psichiatrici giudiziari.

Nel processo d’appello torneranno a costituirsi le parti civili, i familiari di Marchesano, assistiti dagli avvocati Ivo Gronchi e Gabrio Bagnoli. Per lo psichiatra Petracca, nominato dal Gup, Scotto è affetto da un disturbo schizotipico della personalità che il giorno del delitto deflagrò in uno stato di delirio rendendolo incapace di intendere e volere. Il movente viene fatto risalire a uno stato paranoide dell’imputato che soffriva il fatto di non essere mai stato accettato fin dai tempi della scuola dai suoi amici. —


 

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