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Ora il sale più puro d’Italia finisce anche... nella birra Sabato debutta la Colossale

Nilo Di Modica
Ora il sale più puro d’Italia finisce anche... nella birra Sabato debutta la Colossale

Il prodotto frutto della collaborazione tutta bergamasca tra Locatelli e Otus sarà presentato durante l’apertura straordinaria 

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gusto e novità

Materiale versatile il sale, che dalla profondità della terra volterrana viene portato ogni giorno sulle tavole di tutto il mondo ad arricchire, fra le altre cose, piatti di ogni tipo. Ma cosa avviene quando il bianco “sale più puro d’Italia” incontra l’ambrato prodotto di malto e luppolo? Hanno provato a dare una risposta i mastri del birrificio artigianale bergamasco “Otus”, di Seriate, creando una birra che ha fra gli ingredienti proprio il prodotto delle Saline di Volterra. Frutto di una collaborazione con la Locatelli, ditta che estrae a Saline ma ha le sue radici proprio in provincia di Bergamo, la “Colossale”, questo il nome della birra, è già in produzione e rappresenta uno dei prodotti di punta dei prodotti artigianali dell’azienda. Una “Bière de Saison”, una birra dalla ricetta antichissima che trae origine della provincia belga meridionale della Vallonia, radicata nella tradizione della produzione di birra domestica rurale della regione di confine franco-belga. È una birra detta “di fattoria” perché veniva prodotta all’interno delle fattorie nella stagione fresca dell’anno, in un’epoca in cui ancora non esistevano sistemi artificiali e controllati di refrigerazione, quando i birrai belgi erano costretti a far fermentare la birra in autunno o in inverno per impedire che venisse danneggiata dal caldo. Sebbene l’impiego di sale nel mondo della birra sia più unico che raro, negli ultimi tempi questo ingrediente è utilizzato con sempre maggiore frequenza dai birrifici in giro per il mondo.

Una moda che nel caso di Volterra tocca per la prima volta anche il sale di miniera e ha generato una birra che molti promettono particolare. Un sapore che mette insieme il sale ad altri ingredienti, fra cui bergamotto, arancia amara e coriandolo, per un sapore dall’amaro quasi nullo ed una gradazione alcolica di 5,2%.

Novità che sabato prossimo potranno assaggiare tutti coloro che si recheranno presso l’emporio della salina, in occasione della prima grande inaugurazione dei nuovi locali allestiti per far spazio all’itinerario sulla storia dell’impianto, organizzato in questi mesi nella vecchia sede della direzione del monopolio statale. Una prima apertura, a ingresso gratuito su prenotazione, patrocinato dalla Regione Toscana, dal comune di Volterra in collaborazione con la Federazione europea itinerari storici culturali e turistici, gli Sbandieratori di Volterra ed il consorzio Volterratur. «La Salina intende aprirsi al territorio ed avviare collaborazioni e partnership pubbliche e private per valorizzare l’eccellenza assoluta prodotta all’interno dello stabilimento – dice Marco Locatelli, della Locatelli Saline di Volterra Srl – Affermando un prodotto che offre benefici alimentari e salutari importantissimi, rafforzando anche il valore culturale e turistico per il territorio. Un prodotto capace di generare economia per la comunità che vive in simbiosi con la salina da 3mila anni e racconta una storia di amore tra la terra e la comunità». In quest’ottica di rilancio turistico si situa anche il “Treno del sale”, itinerario in treno storico a vapore che a gran richiesta tornerà il 1° novembre. —

Nilo Di Modica

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