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il caso discarica

Il governatore Rossi non risponderà sulla Grillaia

Alessandro Bientinesi
Il governatore Rossi non risponderà sulla Grillaia

Ennesimo colpo di scena: la mozione che chiedeva il dietrofront diventa carta straccia, la decisione spetterà alla prossima giunta regionale 

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CHIANNI. La giunta regionale non risponderà. La mozione presentata il 9 giugno scorso in consiglio e approvata a larga maggioranza da Pd, Aritcolo1 Mdp, Italia Viva, Movimento Cinque Stelle, Sì Toscana a Sinistra e Fratelli d’Italia (Lega e Forza Italia non la votarono) ha il valore di carta straccia. L’atto di indirizzo, con voto favorevole anche dal presidente del consiglio regionale e candidato del centrosinistra Eugenio Giani, dopo novanta giorni di silenzio non vedrà una risposta alla richiesta di revoca o sospensione dell’autorizzazione a conferire amianto nel sito di Chianni. «Non c’è un atto depositato, è decaduto l’obbligo di motivazione di fronte a un consiglio regionale sciolto – fanno sapere gli uffici vicini alla giunta regionale -. Tecnicamente non c’è più un soggetto che può recepire questo documento».

Dopo una giornata convulsa, passata e cercare di capire se l’uscente amministrazione Rossi si sarebbe pronunciata o meno sulla vicenda della discarica Grillaia, in serata arriva una vera doccia gelata per chi, sindaci, cittadini e associazioni, confidavano nella decisione della giunta di fare un passo indietro rispetto alla delibera approvata il 25 maggio scorso. Una sorta di autostrada in discesa per la proprietà della Grillaia, la Nuova Servizi Ambiente, per iniziare nei primi giorni del 2021 lo stoccaggio di amianto. Le ruspe sono già al lavoro e per fermarle, in questi mesi, tutto dipenderà dalla nuova giunta e dal nuovo consiglio regionale. I “vecchi” hanno lasciato in eredità questo via libera, senza poi a tutti gli effetti rispondere a quei consiglieri che chiedevano un passo indietro.

«L’assessorato all’ambiente non si era occupato della questione. La delega per la valutazione di impatto ambientale spettava a Enrico Rossi – ci confermano ancora dalla Regione -. Ma possiamo confermare che la presidenza non ha preparato una risposta». Cosa verificata anche con i consiglieri uscenti, molti dei quali firmatari di questa mozione. È il caso di Antonio Mazzeo, con lo staff a confermarci l’assenza di un documento di risposta. Tecnicamente è tutto lecito, non ci sono irregolarità. Ma politicamente questo lunghissimo silenzio avrà, alle soglie delle elezioni regionali del 20 e 21 settembre, un peso specifico enorme.

Il sindaco di Chianni Giacomo Tarrini aveva parlato proprio nei giorni scorsi della mozione, invitando anche i candidati alla presidenza della Regione a parlare dei loro progetti futuri della Grillaia. Per ora si è presentata a Chianni solo Irene Galletti del Movimento Cinque Stelle. Susanna Ceccardi ed Eugenio Giani, i favoriti per la vittoria finale, hanno preso tempo. Forse anche in attesa di questa decisione finale. La decisione di non decidere. O almeno di non correggere quello che, a livello ambientale, molti sindaci, è il caso di Mirko Bini di Terricciola, considerano un errore imperdonabile. —


 

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