Gioco
M5s e Sinistra civica: «La Regione si faccia carico della Grillaia»
Chianni
Da una parte Irene Galletti, candidata alla presidenza della Toscana per il Movimento 5 stelle. Dall’altra Graziano Turini e Elisabetta Catalanotto detta Betta, candidati al consiglio regionale per Sinistra civica ecologista. Schieramenti e formazione politica differenti ma una sola richiesta per quello che rischia di diventare uno dei temi caldi di questi ultime settimane di campagna elettorale: «La Regione si faccia carico della discarica Grillaia».
«Non solo non deve essere riempita di amianto, ma deve essere avviata alla chiusura al più presto», ha dichiarato Galletti venerdì durante un evento organizzato dal sindaco di Chianni Giacomo Tarrini. «Visto che l’attuale gestore – ha sottolineato la candidata M5s – insiste nel suo progetto di riavviare i conferimenti di materiali inquinanti, che avveleneranno il territorio per i prossimi decenni, l’unica soluzione è quella di riportarla in mani pubbliche. La Regione può acquistare le quote dal privato e pianificare la chiusura del sito nel più breve tempo possibile, rimediando così alla scellerata delibera del 25 maggio. Non si tratta di una spesa, ma di un investimento sul futuro e sulla salute».
«La Regione si deve far carico della messa in sicurezza della discarica Grillaia di Chianni: vanno verificati i margini di manovra riguardo le decisione già prese e trovata immediatamente la soluzione più idonea», è l’impegno preso giovedì da Turini e Catalanotto in un incontro al Boschetto di Chianni. «Una comunità non può essere lasciata in disparte su decisioni tanto importanti e impattanti per il proprio territorio e i cittadini devono essere resi partecipi dei processi e procedimenti che li riguardano direttamente – hanno sostenuto i candidati di Sinistra civica ecologista –. Non va esclusa a prescindere la possibilità di blocco dei lavori, quando c’è in gioco la salute e l’economia di una zona che vive di turismo, colture e qualità ambientale, anche quando ci sono grossi interessi economici in gioco, basandosi solo su parole senza tra l’altro poter capire come stanno effettivamente le cose». —
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