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l’annuncio della soprintendenza 

Lo scavo dell’anfiteatro romano regala l’ingresso sotterraneo degli spettatori

andreas quirici
Lo scavo dell’anfiteatro romano regala l’ingresso sotterraneo degli spettatori

Importante scoperta degli archeologi durante i lavori nella zona di Porta Diana: «Pensavamo fosse la tana di una talpa»

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VOLTERRA

«Devo ammetterlo. Mi sono commossa. Come tutti quelli che hanno assistito a questa scoperta eccezionale». La funzionaria della Soprintendenza, Elena Sorge, che rappresenta la guida scientifica dello scavo di Porta Diana, racconta i momenti in cui dal terreno che ospita le rovine dell’anfiteatro romano di Volterra, è spuntato un camminamento sotterraneo che appare in buonissime condizioni di conservazione. E come fu per l’anfiteatro, che venne scoperto per caso durante i lavori idrici nella zona, nell’estate 2015, anche questa volta gli archeologi si sono imbattuti nel tunnel che serviva per l’accesso degli spettatori ai gradoni pensando di trovare tutt’altra cosa. «Abbiamo visto un foro nel terreno – spiega ancora Sorge – e pensavamo alla tana di una talpa. Abbiamo provato ad allargarlo e, dopo alcune prove, è stato messo in moto l’escavatore che ci ha messi di fronte a un arco identico a quello che si trova al teatro romano di Vallebuona. E da quel punto in poi è stato un susseguirsi di emozioni e di duro lavoro, fino a capire che ci trovavamo di fronte a un elemento fondamentale per comprendere l’intera struttura».

L’idea è che questo tunnel sia parte di un percorso con varie diramazioni. Ma non si sa quanto sia lungo. Tra l’altro si trova in un punto vicino al versante che ha richiesto la messa in sicurezza per evitare crolli di terreno. Da qui la necessità di intervenire ulteriormente, perché ora c’è da scavare ancora per dare seguito alla straordinaria scoperta di due giorni fa. «Partiremo subito coi lavori per aumentare la sicurezza di chi opera in quella parte dello scavo – aggiunge l’archeologa – mentre sabato arriveranno i tecnici della ditta Soing di Livorno che utilizzeranno un robot da far muovere all’interno del passaggio sotterraneo e avere maggiori informazioni sullo stato di conservazione».

L’obiettivo è scavare il più possibile in una zona dov’è già stato rinvenuta quella che ha tutta l’aria di essere l’ingresso dei volterrani all’anfiteatro.

Ieri, quando la Soprintendenza guidata da Andrea Muzzi ha dato l’annuncio della scoperta fatta il giorno prima, la sensazione è stata di essere di fronte a un ritrovamento di grande importanza. Ed è utile, quindi, ricordare il mezzo milione di euro a disposizione del gruppo di scavo per questa campagna che sta cominciando a dare frutti davvero importante. Cinquecentomila euro messi a disposizione dallo Stato, tramite l’Art bonus e dalla Regione. Ma che non sarebbe stato possibile ottenere senza i 290mila euro che, nel corso degli anni, la Fondazione Cassa di risparmio di Volterra, presieduta da Roberto Pepi, ha investito per dare sostegno a un progetto che può diventare davvero importante per la città di Volterra e il suo sviluppo turistico e, quindi, economico.

«Scoperte di questo genere ripagano il duro lavoro fatto dal momento del ritrovamento dell’anfiteatro», hanno detto dalla Soprintendenza. Parole sottoscritte a lettere cubitali da Elena Sorge, chiamata ora a dare seguito a un intervento che può rappresentare il futuro di una intera comunità. —



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di Redazione web