Gioco
Dalla casa dove dormì Napoleone alle ville ora sedi di aziende agricole
I percorsi in cantiere puntano a valorizzare il legame con l’Imperatore la cui famiglia era originaria di San Miniato, dove incontrò lo zio
altri tesori
Napoleone e dimore storiche. Sono le due chiavi che la giunta comunale vuole utilizzare per aprire le porte del futuro turistico sanminiatese, arricchendo l’offerta turistica che va a braccetto con quella enogastronomica.
A cominciare, appunto, dai luoghi di Napoleone.
Il canonico Filippo Buonaparte, zio dell’Imperatore, risiedeva a San Miniato nell'attuale Palazzo Formichini, oggi sede della Crédit Agricole, nel cuore del nostro centro storico. Il 2 luglio del 1796 Napoleone, impegnato nella presa di Livorno, si spostò verso San Miniato per fare visita all'anziano zio, come ricordato in un numero della Gazzetta Toscana, edita proprio a San Miniato, e in un quadro di Egisto Sarri (di proprietà della banca e conservato appunto a Palazzo Formichini assieme al bozzetto preparatorio), in cui il condottiero corso entra a cavallo in Città, con l'inconfondibile sagoma della Torre di Federico II sullo sfondo.
L’incontro sarebbe dovuto avvenire in località La Scala, dove c’era una Posta, ossia un luogo dove si potevano rifocillare e cambiare i cavalli, ma a causa delle condizioni di salute dell’anziano zio non fu possibile. Napoleone dunque salì a San Miniato e pernottò nella casa dello zio, mentre i soldati al suo seguito alloggiarono nelle abitazioni dei nobili della città.
Si trattenne solo una notte e il giorno dopo proseguì per Firenze.
Le fonti locali tramandano addirittura una visita del giovane Napoleone già nel 1778, quando il futuro imperatore e suo padre sarebbero venuti in Toscana alla ricerca della documentazione attestante le origini nobiliari della famiglia, necessaria per l'ammissione di Napoleone nel prestigioso collegio militare di Brienne, ammissione che poi lo ha fatto diventare il condottiero che tutti conosciamo.
All’Accademia degli Euteleti è inoltre conservata la maschera funeraria di Napoleone, tutt’oggi visitabile.
L’altro volano per il turismo indicato da Giglioli e Montanelli è l’itinerario nelle aziende agricole, puntando sul mix tra enogastronomia e storia attraverso percorsi che, oltre all'aspetto delle eccellenze e dei prodotti tipici locali, porterà i visitatori alla scoperta della ricchezza artistica delle dimore nelle quali si trovano queste aziende.
Si tratta in particolare di ville/dimore risalenti anche al XV-XVI secolo, la cui peculiarità è aver accolto personaggi storici di grande rilevanza non solo locale ma nazionale, come lo stesso Napoleone.
Per questo l’idea è quella di valorizzare percorsi che uniscano all'aspetto culinario ed enologico quello dell'approfondimento storico. —
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