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Sulla Valdera spira il mistral: la Francia con le Belle Filles affascina i vertici della Uci

Paolo Falconi
Il tweet del presidente Uci David Lappartient che potrebbe essere l’imprimatur per il Mondiale a La Planche des Belles Filles
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Il tweet del presidente Uci David Lappartient che potrebbe essere l’imprimatur per il Mondiale a La Planche des Belles Filles

Martedì 1° settembre o mercoledì 2 la decisione sull’assegnazione della prova iridata del 2020 Il duro tracciato della località dei Vosgi ora fa paura anche a Varese e Imola

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PECCIOLI. Chissà dove farà bella mostra l’arcobaleno. Quello della maglia di campione del mondo di ciclismo 2020. Una cosa è certa: i Mondiali si correranno regolarmente. Ad annunciarlo è stato David Lappartient, presidente dell’Unione ciclistica internazionale, tramite un tweet. E la località che li ospiterà si saprà martedì 1° settembre o mercoledì 2. Peccioli ci spera, Peccioli sogna, dopo la visita in settimana della delegazione della stessa Uci in Valdera che ha fatto dire ai sindaci Renzo Macelloni e Matteo Franconi di avere le carte in regola per l’organizzazione. La rassegna iridata, dal 20 al 27 settembre, si sarebbe dovuta disputare ad Aigle-Martigny, ma la Svizzera ha vietato lo svolgimento di eventi con più di mille persone fino al 1° ottobre. Questione di Covid.

Ecco la candidatura, più che lecita e valida di Peccioli-Pontedera, che però deve fare i conti con altre avance. Tra cui quella di Imola. Fa “clamore” pensare di vedere sulla pista dove sfrecciano i bolidi di Formula 1 anche le bici. Già nel 1968 Vittorio Adorni (proprio il 1° settembre) tagliò davanti a tutti il traguardo dei Mondiali di ciclismo all’autodromo di Imola. E in seguito il circuito, diventato celebre per la Formula 1, ha continuato ad avere un ottimo rapporto con i pedali. Nel 2018 ospitò una tappa del Giro d’Italia con la vittoria allo sprint di Sam Bennet. Per di più gode di strutture che già prevedono box separati, distanziamento sociale, insomma gran parte delle norme anti-Covid già “sul terreno”. Di contro non avrebbe un tracciato impegnativo, come quello di Aigle-Martigny nei cantoni Vaud e Vallese: dislivello di quasi 4.400 metri in 244 chilometri di corsa.

Per questo negli ultimi due giorni ha preso campo la candidatura francese di La Planche des Belles Filles, più di 1.100 metri di altitudine sui Vosgi, Alta Saona, già tappa del Tour de France lo scorso anno col trionfo di Fabio Aru. Lappartient lascia intuire che potrebbe essere una candidatura forte, visto che ha postato la foto di Bernard Hinault che 40 anni fa vinceva il titolo iridato nella non lontana Sallanches. Lo stesso presidente, di origine francese, non vede male Nizza, in questi giorni alle prese con le prima tappe del Tour de France: ottima fama e squisita ricettività alberghiera. Quella stessa offerta di cui Peccioli, oltre a quella in loco, ha avuto disponibilità dagli operatori di Montecatini Terme.

Tra le altre candidature italiane per il Mondale spicca quella di Varese che già fu sede nel 2008 con la splendida vittoria dell’azzurro Alessandro Ballan. Il compianto dottor Giorgio Squinzi (Mapei, con sede a Castellanza, neppure 50 chilometri lontana da Varese) si adoperò così tanto che in due notti fece asfaltare l’anello dell’ippodromo (partenza e arrivo) per farlo tornare alle origini nelle due notti successive. Ora è saltata la visita dei dirigenti dell’Uci, bloccati nei pressi di Modena con la loro auto. L’incontro, l’altra settimana, è stato solo virtuale, in videoconferenza,

Il sogno di un Mondiale lo coltiva, in Italia, anche l’Abruzzo con Alba Adriatica: gli operatori economici e turistici della Val Vibrata hanno offerto la loro competenza e la loro disponibilità per un progetto ambiziosissimo. Ma, sinceramente, sembra solo un sogno come quello di Liegi (Belgio) e del Monferrato e Langhe (Piemonte). —

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