Gioco
Un reparto di maternità in un villaggio senegalese con la colletta di Shalom
SAN MINIATO
Adesso le donne di Dioulky, sperduto villaggio di 1000 abitanti nella campagna senegalese, potranno avvicinarsi al parto con maggiore tranquillità: questo grazie ad un progetto promosso dal Movimento Shalom, che ha portato alla realizzazione di un punto salute all’interno del quale l’ultimo tassello è stata la maternità. L’ecografo più vicino era a 100 chilometri, in un paese dove le infrastrutture viarie non sono proprio al passo coi tempi; per cui spesso i controlli periodici che vengono fatti costantemente nei paesi più sviluppati qui vengono saltati, con tutti i rischi del caso (per il feto e per la madre). Il progetto prevede il supporto alla comunità rurale di Thiel, attraverso il sostegno a diverse strutture nei villaggi della zona. Grazie ai contributi raccolti dal Movimento Shalom è stato ristrutturato il Posto di Salute di Thiel, è stato elettrificato, ha potuto dotarsi di una ambulanza e di un ecografo per poter effettuare ecografie fetali a tutte le donne in gravidanza.
L’obiettivo finale è quello di mantenere una collaborazione costante nel tempo tra il Movimento Shalom e il Posto di Salute di Thiel, organizzando anche brevi periodi di soggiorno per medici/infermieri o altre figure professionali interessate a conoscere la realtà sanitaria in una zona rurale africana e a portare avanti questo progetto di Shalom.
A Dioulky, piccolo villaggio a 30 chilometri da Thiel, è stata realizzata una casa della salute dove si svolgono le attività sanitarie a favore della popolazione (visite, vaccinazioni e altro) e un centro maternità adibito esclusivamente alla assistenza al parto. Entrambe le costruzioni sono dotate di bagni, acqua, corrente elettrica alimentata da pannelli solari, pavimenti labili.
All’esterno c’è un altro piccolo edificio che ospita le toilette per gli accompagnatori. Tutte cose che in Italia vengono date per scontate ma che in Africa spesso non lo sono, anzi. L’attivazione di una maternità – con medici e infermieri locali – andrà così a ridurre anche la mortalità da parto, perché dinanzi ad un sospetto diagnostico la gestante viene mandata nel più vicino ospedale mentre comunque in questo presidio sanitario può partorire in sicurezza. La realizzazione di una casa della salute replica quanto già fatto in Senegal tre anni fa; d’altronde sono tanti i progetti portati avanti dal Movimento fondato da don Andrea Pio Cristiani. Si va dal Senegal al Togo, passando per Burkina Faso, Benin, Sud Sudan, Costa d’Avorio e Uganda. In alcuni paesi la situazione geopolitica è molto complessa, come in Burkina o in Sud Sudan; nonostante questo le iniziative vanno avanti, anche se il lockdown ha dilatato i tempi. —
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