Il Tirreno

Pontedera

«La passerella? Un’opera utile che mise fine a tanti pericoli»

paolo falconi
«La passerella? Un’opera utile che mise fine a tanti pericoli»

Giacomo Maccheroni, allora sindaco, ricorda i passi per arrivare alla costruzione della passerella del polo scolastico che potrebbe diventare “Ponte Mazzinghi”

3 MINUTI DI LETTURA





pontedera

La passerella che collega il villaggio scolastico al centro della città potrebbe diventare il Ponte Mazzinghi, volendo ricordare in questo modo ai posteri il campione deceduto sabato scorso a 81 anni. E soprattutto ai ragazzi, che non l’hanno visto impegnato a combattere sul ring negli anni Sessanta e Settanta, magari ne hanno sentito “solo” raccontare le imprese dai genitori o dai nonni, e ora ne hanno letto le gesta e saputo dei suoi titoli mondiali nella categoria Superwelter in occasione della sua scomparsa. E anche della sfida agonistica con l’altro campione della boxe dell’epoca, Nino Benvenuti

L’idea avanzata dal nostro giornale piace. Quella passerella, unione materiale tra il polo scolastico e la città, può rappresentare un bel messaggio; ogni giorno calpestata da centinaia di studenti può essere davvero un legame tra il passato il futuro. Tra ieri e oggi. Si tratterà di lavorarci sopra, che istituzioni e famiglia facciano i passi giusti, magari «senza farci prendere dalla fretta», come ha affermato lo stesso sindaco Matteo Franconi.

Giacomo Maccheroni, che fu sindaco a cavallo degli anni Sessanta-Settanta, proprio nel momento in cui i pugni di Mazzinghi erano leggendari sul ring e “fracassavano” gli avversari più rudi, dette il via alla realizzazione di quella passerella che, chi è più in là con gli anni ricorderà le molteplici discussioni nella sua realizzazione.

«Fu un progetto davvero innovativo – racconta oggi Maccheroni – Mai si era visto prima di allora una passerelle che si spingeva con la sua struttura verso il cielo, con quelle arcate in ferro. Credo sia la sola in Toscana, di sicuro in provincia. Io, a essere sincero, ne fui molto impressionato favorevolmente. Mi raccomandai soltanto, a più riprese che fosse sicura per chi la doveva percorrere». E l’allora sindaco di PontederaMaccheroni fu rassicurato anche in questo.

Fu una intuizione “spettacolare” dell’allora ingegnere capo a palazzo Stefanelli, Duilio Caciagli: «Una persona e un professionista davvero eccezionale - ricorda l’ex deputato - Si adoperò assai per arrivare alla realizzazione della passerella così come si vede oggi. Con me e l’allora assessore Mario Marianelli si batté molto per smussare i toni della polemica che stava montando in città. Non anto per l’utilità dell’opera quanto per le sue forme. Ma riuscì perfettamente, Caciagli, a far capire la sicurezza e soprattutto l’utilità di quella passerella», osserva Giacomo Maccheroni.

In effetti negli orari di entrata e di uscita dalle scuole superiori rappresentavano un serio pericolo per tutti quegli studenti che dovevano attraversare la Tosco romagnola per raggiungere il centro, arrivare sul Piazzone per salire (o scendere) sugli autobus senza dimenticare il notevole intralcio per il traffico veicolare sottoposto a continue soste e rallentamenti per permettere l’attraversamento delle flotte studentesche».

Ma si arrivò alla realizzazione della passerella: «Ci vollero un po’ di riunioni in commissione, prima di portare la proposta all’intero consiglio comunale. Ma ce la facemmo», ricorda Maccheroni.

«Ora mi rallegro con la proposta scaturita da Il Tirreno, sono d’accordo con il procedere con calma evidenziato dal sindaco, mi auguro che rappresenti il ricordo del campione e dell’uomo per le nuove generazioni», chiude Giacomo Maccheroni. —



© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa