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Pontedera

l’inchiesta 

Violenze sessuali dietro la setta che organizzava incontri a Volterra

Sabrina Chiellini
Violenze sessuali dietro la setta che organizzava incontri a Volterra

Il titolare dell’agriturismo finito nelle carte delle indagini: «Paolini non ci ha mai convinto. Già nel 2016 gli dicemmo che la nostra struttura non faceva per lui» 

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VOLTERRA. «Sono venuti da noi più volte nel corso del 2016, forse l’ultima volta nel mese di novembre. Ma non ci convincevano i loro modi. In particolare Paolini aveva mille esigenze diverse. Alla fine gli abbiamo detto che la nostra struttura non era adatta alle loro attività...».

Sono le parole del titolare dell’agriturismo di Volterra, dove sono avvenuti alcuni dei reati contestati, in particolare violenze sessuali, ad Andrea Paolini, 46 anni, domiciliato a Montepulciano, e alla compagna Stefania Fabbro, 50 anni, anch’ella di Montepulciano.

Il nome della struttura di Volterra, completamente estranea ai fatti al centro dell’indagine, ritorna spesso nei racconti delle parti offese, come location scelta dall’associazione guidata da Paolini e che organizzava corsi a pagamento con l'obiettivo di sviluppare “energie positive” e superare blocchi mentali. Ma durante queste sedute, stando alle accuse, si consumavano violenze sessuali. È quanto hanno scoperto le Squadre mobili di Firenze e Siena, che hanno disposto gli arresti domiciliari per Paolini e applicato la misura dell'obbligo di dimora per la compagna (all'epoca dei fatti), originaria del Veneto.

«Non sapevamo dell’inchiesta – aggiunge il titolare dell’agriturismo di Volterra –. Nessuna attività della polizia ci ha riguardato direttamente, ma vi confermo che non abbiamo avuto più contatti con Paolini da alcuni anni».

L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip del Tribunale di Firenze su richiesta del sostituto procuratore Angela Pietroiusti della procura del capoluogo toscano.

Secondo le accuse, i due, in concorso tra loro, con violenza, inganno ed approfittandosi della situazione di vulnerabilità delle vittime, avrebbero ridotto e mantenuto in uno stato di soggezione svariate persone che erano entrate a far parte di un'associazione nella zona di Montepulciano, la “Nautilus Xenolid” (gestita e diretta dal 46enne in collaborazione con la compagna di allora) per superare, attraverso le loro teorie energetiche, problemi derivanti da pregresse esperienze negative avute in ambito familiare, sentimentale e, più in generale, nei rapporti relazionali che limitavano la loro autonoma capacità di autodeterminazione.

Tali teorie avrebbero avuto lo scopo di far falsamente credere agli adepti che per conseguire il benessere psicofisico e attrarre energia positiva, gli stessi avrebbero dovuto, dietro pagamento, acquistare gadget, amuleti, dischi, pietre (con un costo variabile fino a 800 euro) e frequentare, sempre a pagamento, i vari corsi di formazione e incontri di gruppo, chiamati “Deltalife”. Questi incontri avrebbero consentito ai partecipanti di raggiungere attraverso la purificazione dell'anima, l'equilibrio interiore: ognuno raccontava la propria storia e le proprie problematiche confrontandosi con gli altri.

Tra il 27 e 31 luglio 2016, durante uno di questi raduni sulle colline di Volterra, Paolini avrebbe costretto una delle sue seguaci (che poi ha denunciato) ad entrare nella piscina e a subire contro la sua volontà un rapporto sessuale. Nel frattempo, una coppia di tedeschi si intratteneva con un’altra donna. L’indagato avrebbe poi detto alla donna abusata che in quel modo aveva contribuito a risolvere la crisi della coppia tedesca dovuta a problemi di gelosia. Sempre nel luglio 2016, nella stessa location, durante il corso “Regeneration”, lo stesso Paolini, sempre secondo le accuse, avrebbe costretto una delle sue adepte a subire un rapporto sessuale contro la sua volontà presentandolo come una pratica per superare il suo problema di non sentirsi accettata.



(ha collaborato Matteo Leoni)
 

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