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L’Uci ha terminato il sopralluogo, la Valdera ha le carte in regola

Paolo Falconi
L’Uci ha terminato il sopralluogo, la Valdera ha le carte in regola

La decisione sarà presa dall’organismo nella sua seduta del primo settembre. Macelloni e Franconi: «All’altezza delle loro aspettative come strutture e strade» 

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PONTEDERA. «Siamo in regola, siamo all’altezza delle richieste della Uci. Attendiamo con fiducia cosa decideranno il prossimo primo settembre».

A conclusione del sopralluogo a Peccioli e Pontedera della delegazione della Unione ciclistica internazionale, Renzo Macelloni, sindaco di Peccioli, e Matteo Franconi, suo omologo a Pontedera, sono fiduciosi. «Si può fare. Le strutture le abbiamo, i percorsi idem».
Gli emissari dell’Unione ciclistica internazionale Peter Van den Abeele, direttore tecnico degli eventi dell’Uci, e Philippe Couillou, sono venuti in Valdera per vedere come stanno le cose. Con loro il presidente della Federazione ciclistica italiana Renato Di Rocco, che fa parte dell’esecutivo della stessa Uci. Niente è trapelato circa il loro pensiero a sopralluogo terminato. Neppure il presidente del comitato regionale Giacomo Bacci, Rossano Signorini ad della Ecofor e i componenti dell’Uc Pecciolese sono in grado di pronunciarsi su cosa la delegazione possa aver recepito. Però la sensazione è che siano rimasti favorevolmente impressionati sia dalle strutture che dalla bozza di percorso di gara.
 
Peccioli e Pontedera hanno ribadito agli emissari dell’Unione ciclistica internazionale di essere in grado di garantire non soltanto le due gare in linea (professionisti e donne) ma anche le rispettive cronometro, con un tracciato per quanto riguarda i professionisti impegnativo come quello che era stato previsto in Svizzera. In più la possibilità di dedicare questi mondiali 2020 al ricordo incancellabile di Alfredo Martini, personaggio storico del ciclismo mondiale e cittadino onorario di Peccioli. 
«Bello e possibile», commenta Silvano Crecchi della Belvedere Spa, parafrasando il titolo di un successo di Gianna Nannini. E conferma la piena disponibilità verso le istituzioni che hanno lanciato l’idea di ospitare la kermesse arcobaleno. Medesima disponibilità è stata offerta da Ecofor, con Rossano Signorini. Vale a dire chi ha già sostenuto negli anni la sponsorizzazione di Coppa Sabatini e Giro di Toscana (che, ricordiamo, si disputano il 16 e il 17 settembre).
Adesioni, come abbiamo già scritto nei giorni scorsi, sono arrivate a Macelloni e a Franconi, anche tramite il nostro giornale, da Volterra e dall’amministrazione provinciale di Pisa. Ma anche da fuori provincia, se si considera quello che ha affermato il sindaco di Montecatini Terme, Luca Baroncini parlando con il presidente Di Rocco che ha confermato l’offerta ufficiale da parte di Montecatini Terme di far parte del pool dei campionati mondiali di ciclismo su strada nel caso in cui l’Uci scelga di farli in Toscana. Montecatini sarebbe la sede ideale per accogliere tutti gli addetti ai lavori, squadre, atleti e seguito, con i suoi 11mila posti letto.
Alla Uci è stato ribadito anche come il paesaggio naturale della Valdera consenta la scelta di qualsiasi percorso. Qualora si volessero riproporre le condizioni nei cantoni di Vaud e Vallese (prova annullata per Covid e le conseguenti decisioni del governo confederale elvetico), la cosa non sarebbe impossibile.
A questo punto, dunque, non resta che aspettare gli esiti della riunione della Uci di martedì 1° settembre proprio ad Aigle dove sarebbero dovuti svolgere i Mondiali. —
 
LE CONCORRENTI
Imola fa paura. Attenzione alla sua candidatura per il mondiale di ciclismo su strada 2020. Perché fa paura la località romagnola? Se non altro perché già da un paio di giorni le testate nazionali si sono buttate a capofitto sulla proposta, unendo l’autodromo ottimo per le monoposto di Formula 1 come teatro ideale anche per le bici. Già nel 1968 Vittorio Adorni tagliò il traguardo dei Mondiali di ciclismo all’autodromo di Imola, in uno dei momenti più belli della storia sportiva italiana a pedali. E in seguito il circuito, diventato celebre per la Formula 1, ha continuato ad avere un ottimo rapporto con i pedali.

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