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Pontedera

spregio a san pierino 

Letame abbandonato sull’auto di un disabile «Profonda amarezza»

MARCO SABIA
Letame abbandonato sull’auto di un disabile «Profonda amarezza»

La scoperta di Baronti al ritorno da un giro in handbike Tre anni fa avevano rubato la carrozzina elettrica alla moglie

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FUCECCHIO

Chissà cosa avrà pensato Rossano Baronti quando ha trovato sul cofano della propria auto un “regalino” inatteso: un monte di sterco animale – probabilmente di cavallo – appoggiato lì da non si sa chi e non si sa nemmeno perché. Un atto vandalico contro l’auto di una persona disabile, molto conosciuta a Fucecchio.

Rossano vive con la moglie e il figlio in un condominio delle case popolari in via delle Viole a San Pierino: domenica mattina è uscito per fare un giro con la handbike ma quando è tornato ha trovato la sorpresa; lo spregio è stato compiuto all’interno del perimetro recintato del palazzo ma è stato notato soltanto alcune ore dopo (complice il deserto da ferie agostane), quando Rossano è tornato dal giro mattutino.

«Sinceramente non capisco – spiega Baronti – cosa possa spingere una persona a fare un gesto del genere. Io poi non do fastidio a nessuno mentre adesso mi ritrovo un’auto che ho dovuto lavare più e più volte a causa dell’odore insopportabile. Sono profondamente amareggiato, ma che senso ha?».

Baronti non si spiega il perché della vicenda, fatto sta che è accaduta. Chi è entrato in azione l’ha fatto in pochi minuti, riuscendo a non farsi notare. Un gesto odioso, reso ancor più odioso dall’aver colpito una persona con disabilità che grazie all’aiuto di altre persone è riuscito a rimuovere il letame dal cofano. Oltretutto la famiglia di Baronti era già stato vittima di un episodio spiacevole: nel 2017 Alfonsina Coppola – la moglie di Rossano – si vide rubare la carrozzina a motore elettrico che anche lei ogni giorno usa per spostarsi. Pure in quel caso il mezzo era all’interno del perimetro del condominio (all’epoca non c’era la recinzione, adesso sì); la carrozzina non è mai stata ritrovata, com’era prevedibile nonostante le ricerche e la denuncia ai carabinieri.

Quello fu un disagio enorme, che andò ad intaccare la quotidianità di una donna e di tutta la sua famiglia; stavolta, invece, l’atto vandalico – o spregio, che dir si voglia – rimane totalmente inqualificabile e non ha nemmeno la “motivazione” del rubare per poi rivendere o comunque guadagnarci qualcosa. —



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