Il dolore
Venti ore per il letto Il difensore civico “interroga” l’Asl
L’anziana è rimasta in attesa del ricovero per il guasto che ha bloccato il laboratorio dei tamponi di Livorno: «Serve un piano di emergenza»
PONTEDERA
«L'unificazione delle Aziende sanitarie con la centralizzazione di una serie di servizi e il conseguente risparmio di costi con la possibilità di reinvestire in ulteriori servizi sanitari tali risparmi è senz'altro una cosa positiva, ma non comprendo come non si sia valutato di affrontare alcun meccanismo di salvaguardia o possibilità di gestire in emergenza alcune procedure in caso di improvvisi guasti». Il difensore civico della Toscana, Sandro Vannini, interviene sul caso raccontato dal nostro giornale, dell’anziana di 86 anni, rimasta venti ore di attesa in un letto al pronto soccorso dell’ospedale Lotti di Pontedera per un ricovero in cardiologia a causa un guasto elettrico che ha bloccato le apparecchiature elettroniche di Microbiologia a Livorno (reparto in cui vengono elaborati i tamponi), con la conseguente impossibilità di avere i risultati indispensabili per procedere al ricovero. L’odissea dell’86enne è stata denunciata dal figlio, Massimo Gerbi, assicuratore pontederese. E il difensore civico ha scritto Maria Letizia Casani (direttore Asl Toscana Nord Ovest) e alla Regione: «Chiedo anche di capire se il ritardo nel ricovero abbia riguardato solo la signora o la criticità si sia estesa ad altri pazienti sia a Pontedera che negli altri presidi ospedalieri dell'Azienda Sanitaria Nord Ovest. Resto quindi in attesa di chiarimenti in merito e trasmetto la pratica anche al competente Settore Regionale per eventuali indicazioni circa le procedure di gestione informatica di questi processi e l'adozione di meccanismi di sicurezza che consentano in caso di guasti di fare fronte con altre risorse alle apparecchiature temporaneamente inutilizzabili». —
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