Il Tirreno

Pontedera

L’ultimo saluto tra due grandi 

Quando il solleone scalda i battiti di un cuore amico

Paolo Falconi

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valori e rispetto

Avversari, ma mai nemici. Pugni ben dati sul ring, carezze (quasi) appena scesi. Rispetto sempre.

Ecco il dualismo tra Nino e Sandro, anzi tra Giovanni e Alessandro come si chiamavano tra loro, andato avanti fin dagli anni Sessanta. «Coppi e Bartali siamo stati noi», ha detto commosso dopo la visita Benvenuti alla camera ardente alla chiesa del Santissimo Crocifisso. «Verrò domenica pomeriggio perché trovo la visita più intima, piuttosto che al funerale» disse sabato una volta saputi orari e luogo.

Così il rispetto verso l’antagonista sul ring si è confermato. Qualcosa come 800 chilometri sotto il solleone per rendere omaggio a Sandro Mazzinghi... fatti da Nino che di anni ne ha 82. Davvero cosa immensa. Una carezza in un pugno, verrebbe da dire, un bacio alla salma che è più che un omaggio, lo strofinarsi le guance come quando erano sul ring. Allora madide di sudore, incocciate dai pugni che i guantoni riuscivano solo a levigare, ma non a mitigare.

Se le sono date di santa ragione, negli anni Sessanta. «Ma nessuno dei due è uscito sconfitto – si esprime Benvenuti – perché ci siamo dati dei gran cazzotti, ma al di là delle polemiche e delle schermaglie dialettiche, ci siamo sempre rispettati».

Avversari, ma mai nemici. Come dovrebbe essere nello sport anche ad alti velli. Come era, e forse non lo è più. Antagonismo perché lo sport è antagonismo, specialmente quando si sale sul ring e ci si prende a cazzotti. E vince quello che ne dà di più! I due, Nino e Sandro, lo sapevano e avevano accettato i ruoli, con tutto ciò che ne derivava, nel bene e nel male.

Ma il rispetto prima di tutto. Tra grandi si può. E loro lo furono. Non importa sapere se fu Coppi o Bartali a passare la borraccia all’altro. L’importante è che ci sia stato quel gesto epico. Esemplare. Immenso. Unico. Fraterno.

Così come unico e fraterno è stato il gesto di Nino verso Sandro nel pomeriggio di domenica. Ma sarebbe stato così anche se il destino avesse rovesciato le parti nell’ultimo atto della vita. Ne siamo sicuri che Alessandro sarebbe andato a salutare Giovanni. —



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