Il Tirreno

Pontedera

CONGEDO AMARO

Il medico-assessore Giosafat: «Io, in pensione controvoglia»

Giacomo Pelfer
Il medico-assessore Giosafat: «Io, in pensione controvoglia»

Il socialista (alla sesta esperienza in giunta) lascia la condotta dopo 43 anni di servizio. «Esperienza e voglia non bastano, in Italia è così. Ma il mio telefono resterà sempre acceso» 

3 MINUTI DI LETTURA





CASTELFRANCO. Quasi 43 anni di servizio, migliaia di pazienti e una carriera a stretto contatto col paese e con i suoi abitanti. Per Castelfranco è un po’ come se si chiudesse un’epoca. Quella accompagnata dal medico Giosafat Scaduto, classe 1950, che questo giovedì sarà in servizio per l’ultima volta prima di andare definitivamente in pensione da venerdì. Un pensionamento “forzato” a detta del medico e assessore ai lavori pubblici del Comune di Castelfranco, che di andare a “riposo” proprio non avrebbe voluto saperne. «Perché l’età anagrafica e quella biologica non sempre coincidono – dice – ma l’Italia purtroppo funziona così: sindaci e presidenti della Repubblica possono stare in carica anche fino a 100 anni, mentre un professionista con esperienza deve per forza andare in pensione».

È un congedo con tanto amaro in bocca, dunque, quello che Scaduto si prepara a dare ai suoi pazienti: «Perché dopo 42 anni non sei più solo un medico di famiglia – dice – ma sei parte stessa delle famiglie che hai aiutato, seguito e consigliato. Mi dà molto dispiacere andare in pensione, specie in un momento come questo con una pandemia ancora da superare. Avrei preferito avere un sostituto da affiancare, ma secondo la Asl gli altri medici di Castelfranco hanno i posti disponibili per sopperire ai miei pazienti. Quindi se sarà nominato un sostituto non arriverà prima di ottobre».

Siciliano, nato e cresciuto a Mazara del Vallo, Giosafat Scaduto era arrivato in Toscana per studiare medicina, all’Università di Pisa, per poi specializzarsi in ginecologia prima di accettare l’incarico di medico condotto a Castelfranco nel giugno del 1978. Da allora è stato per i castelfranchesi una presenza fissa, con una carriera segnata sempre anche dall’impegno politico e amministrativo nelle file del Partito Socialista. Impegno inaugurato già nel 1980, appena due anni dopo l’arrivo a Castelfranco, quando Scaduto fu eletto in consiglio e nominato assessore dal sindaco Sergio Cortopassi, per poi essere confermato anche nelle successive giunte dei sindaci Rosario Casillo e Graziano Turini. Dopo qualche anno di stop e una parentesi nelle file dell’opposizione durante la scorsa legislatura, dal 2019 Scaduto è tornato in giunta per la sesta volta nella squadra di Gabriele Toti. «Se ho potuto studiare e fare il percorso che ho fatto – rivendica il medico – è perché i governi di centrosinistra degli anni’70 offrivano molto più di adesso borse di studio e agevolazioni». Oggi, a distanza di 42 anni, Scaduto si dice sicuro di aver fatto il proprio dovere, ma si dichiara ancora pronto a dare una mano.

«In questi anni non mi sono mai tirato indietro – dice – e il mio numero di telefono è sempre stato disponibile. Posso aver sbagliato, come tutti, ma ho sempre cercato di fare il massimo. Voglio mandare un abbraccio affettuoso a tutti i miei pazienti, anche se da settembre spero di poter lavorare in forma libero professionale, perché ritengo di poter dare ancora il mio contributo. In ogni caso il mio numero sarà sempre a disposizione e chi vorrà potrà continuare a chiamarmi, anche solo per un consiglio. Il mio impegno c’è e ci sarà sempre, sia a livello medico che amministrativo». –

Giacomo Pelfer
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini