Attenzione
Donna scomparsa da casa, l’esperta: «Il tempo è il nemico numero uno»
Emanuela Zuccagnoli, presidente regionale dell’associazione Penelope: «Importante ritrovare al più presto l’auto»
palaia
Tecnicamente è una “scomparsa non qualificata”. Dietro alla fredda definizione ci sono migliaia di storie di persone che, da un momento all’altro, spariscono nel nulla. Storie di disagio, di malattia, di una sofferenza che spinge ad allontanarsi. A staccare la spina con il mondo. Quella di Simona Bimbi, la donna scomparsa da Forcoli martedì 18 agosto, è una di quelle: “scomparsa non qualificata”.
Un allontanamento volontario, spesso tra i casi più difficili da trattare. Perché il campo di ricerca è vasto. Perché spesso esplodono quasi improvvisamente. Senza dare segnali nei giorni precedenti. E lasciano nei familiari delle persone inghiottite nel nulla l’angoscia maggiore. Per questo, a fianco di volontari, protezione civile, vigili del fuoco e carabinieri, ma ancora di più vicino alla famiglia di Simona Bimbi, è scesa in campo anche l’associazione Penelope. Composta proprio da familiari e amici di persone scomparse fornisce supporto psicologico e legale, oltre a coordinarsi con le istituzioni centrali e periferiche per supportare le attività di ricerca. Non è un caso che il marito di Simona Bimbi, dopo le denuncia fatta ai carabinieri di Palaia, abbia composto il numero di Emanuela Zuccagnoli, presidente della sezione toscana dell’associazione Penelope. «Sono in contatto con il marito di Simona, lo stiamo supportando da quattro giorni. Ci ha chiamato lui, quando la notizia ancora non era sui giornali – racconta Zuccagnoli, che ha risposto alla chiamata del marito della donna scomparsa da Forcoli alle 7 del mattino di giovedì scorso – La prima cosa che gli abbiamo consigliato è stata quella di fare una integrazione alla denuncia di scomparsa. In questi casi i familiari si limitano a fornire una descrizione della persona che si è allontanata, ma non considerano dei dettagli che possono essere importanti. E noi lo abbiamo aiutato a specificare alcuni particolari che potrebbero essere decisivi in caso di segnalazioni. Come l’orologio con il cinturino rosso o la collana con un pendente a forma di albero della vita, oltre a una borsa molto capiente».
Ieri pomeriggio Emanuela Zuccagnoli è stata a Forcoli. L’esperienza dell’associazione Penelope è sempre preziosa. Perché vissuta sulla pelle direttamente dai volontari che ne fanno parte. Un’esperienza messa a disposizione di tutti coloro che stanno lavorando per riportare a casa la maestra del nido d’infanzia privato “Ape Maja” di Lari. «In questo momento la cosa più importante è ritrovare l’auto, la Hyundai I10 bianca targata FE075LJ. Trovarla, e trovarla nel più breve tempo possibile, ci permetterebbe di restringere l’area di ricerca – spiega ancora la presidente dell’associazione Penelope – Non ci risultano passaggi a caselli autostradali o di fronte a delle telecamere della Fi-Pi-Li, così come non ne abbiamo ricevute al momento da quelle posizionate spesso ai “confini” tra un Comune e l’altro. Come associazione stiamo cercando anche delle immagini dei distributori di benzina. Una cosa che normalmente andrebbe attivata immediatamente, visto che per legge vengono conservate solo per 24 ore. Un dettaglio importante, che oltre a dare una traccia del percorso che Simona potrebbe aver fatto potrebbe indicare, in caso di rifornimento, quanta altra strada volesse percorrere».
L’associazione Penelope sottolinea come il tempo che passa sia, ovviamente, il nemico numero uno. «Devo dire che il Comune di Palaia e tutte le forze dell’ordine, i volontari e le istituzioni coinvolte si sono attivati in tempi brevi, ma l’incontro di ieri a Forcoli ci è stato utile per vagliare, parlando anche con i familiari, tutte le ipotesi possibili – racconta ancora Zuccagnoli – Ma torno a dire come sia fondamentale trovare la macchina nel più breve tempo possibile. Per questo ogni segnalazione di un’auto uguale a quella di Simona, magari in un parcheggio a pagamento, oppure ferma a bordo strada o parcheggiata in maniera strana, sarà importantissima». La speranza è che Simona possa essere allontanata per passare dei giorni da sola. Ritrovando, forse, la serenità perduta per i problemi di organizzazione del suo lavoro, principalmente legati alle norme anti Covid, e alla separazione recente dal marito. Con il quale, però, il rapporto è sempre stato ottimo, tanto che i due vivevano in appartamenti diversi ma nelle stessa palazzina. «Quando si è sotto stress capita di dare risposte con maggiore nervosismo, magari mostriamo maggiore disagio e stanchezza – racconta ancora la presidente dell’associazione Penelope Emanuela Zuccagnoli – Questo non è il caso di Simona. Nessuno, dal marito alle figlie fino ai parenti più stretti e agli amici, aveva notato questo possibile momento di disagio». —
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