La manifestazione
Betti e la lezione del passato «Stavolta il Pd è compatto»
Il candidato sindaco del centrosinistra: ma non si è ripartiti per riparare il 2016 piuttosto per costruire qualcosa di nuovo per il futuro della nostra Cascina
CASCINA
«È davvero importante aprire formalmente la campagna elettorale con il segretario nazionale. Un riconoscimento del ruolo di Cascina nel nostro territorio e del ruolo politico assunto dal Comune. Se nel giorno della presentazione delle liste sono qui da noi il segretario nazionale, il segretario regionale e il candidato alla presidenza della Regione significa che la campagna elettorale parte da Cascina: un segnale forte. Stavolta l’attenzione c’è, è concentrata sul Comune e tutto il partito lavora nella stessa direzione», dice Michelangelo Betti, esponente del Pd, candidato sindaco per il centrosinistra.
Circolo Arci Zambra. Comune di Cascina. Nella frazione di Susanna Ceccardi. Colei che nel 2016 ha invertito la storia politica del territorio. Betti vuol tenere lontani quei fantasmi: «Il Pd si presenta unito, compatto, coeso. Non ci sono sfumature interne. Si rema tutti nella stessa direzione, con una lista aperta alla società civile in cui meno della metà dei candidati è iscritta al partito. Si è voluto tornare in piena sintonia con la comunità cascinese. Le altre cinque forze della coalizione, da quelle più riconoscibili nazionalmente come Italia Viva ed i Verdi, alle liste civiche come Bene Comune e Per Voi, passando per Volt, sono anche loro nella linea di stare nella società ed avere una proposta nuova. Non si è considerato che si dovesse riparare qualcosa del 2016, ma si è ripartiti per costruire qualcosa di nuovo per Cascina».
Lo slogan è “Torniamo a correre insieme”. «Si parte dal fatto che in questi quattro anni la Lega ha fatto tanta ideologia e pochi atti amministrativi, e che il Covid ha ancor più fermato il Comune - prosegue Betti -. Queste settimane saranno di corsa piena perché intendiamo andare in tutte le frazioni, contattare le persone. Quattro le parole chiave: innovazione, istruzione, ambiente, solidarietà. Saranno a portata di mano se saremo capaci di lavorare su una progettazione che possa intercettare anche le risorse che arrivano dall’Europa. Nella prefazione al programma abbiamo scritto che vogliamo essere un comune europeista. Rispetto a tutti gli altri candidati siamo quelli che possono dire con maggior forza di essere convinti del ruolo dell’Europa e che le risorse europee possono rappresentare, dopo il Covid, una sorta di Piano Marshall dei nostri tempi. È fondamentale riuscire ad intercettarle per rinnovare i servizi ed avere più risorse per l’attività ordinaria».
La presenza di Zingaretti è anche un messaggio agli alleati in ottica ballottaggio, a cominciare da Cristiano Masi? «Abbiamo fatto un percorso lineare pensando al futuro e cercato di costruire la coalizione più ampia possibile - risponde Betti -. Se considero gli accordi regionali e il governo nazionale, un’idea di cosa succeda se andiamo al secondo turno ci può essere. L’ambizione sarebbe di chiudere con il primo turno, ma è ovvio che con il frazionamento di sei candidati diventa possibile andare al ballottaggio. Certo, vedendo i quattro anni del mandato leghista, con la sindaca andata via prima e due componenti della sua giunta che si presentano uno alternativo all’altro, si può ragionare sulla divisioni a sinistra. Ma allora di questa destra cosa si dovrebbe dire?». —
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