Sicurezza
«L’unione territoriale di Santi sarebbe la fine di Volterra»
VOLTERRA
Com’era prevedibile, l’idea del sindaco Giacomo Santi di fare una sorta di unione tra i Comuni di Valdera e Alta Valdicecina ha sollevato polemiche e reazioni politiche. Dopo i responsabili dei gruppi di opposizione in consiglio comunale, è la volta dell’ex sindaco Marco Buselli. «Il titolo del “Santi pensiero” è proprio “Volterra per un’unica Unione territoriale comunale dalla Valdicecina alla Valdera” – dice l’ex inquilino di Palazzo dei Priori –. Per chi si fosse smarrito nel titolo, Santi insiste nel corpo del testo, chiarendo che si deve “istituire un’unica grande Unione comunale di territorio che non si limiti ad accorpare alcune funzioni in gestione associata”. “Volterra è pronta a fare questo passo” chiude con slancio il sindaco. C’è bisogno di ulteriori spiegazioni? Il progetto, quasi sicuramente “farina di altri sacchi”, è già pronto. A testimoniarlo, anche i placet finora arrivati. Non si venga a dire quindi che abbiamo capito male».
Secondo Buselli, «ci vorrebbe un’enciclopedia per spiegare i danni che arrecherebbe questa iniziativa, ma per ora mi basta spiegare alla gente una ragione, per cui non fidarsi. Saremmo il vaso di coccio fra tanti (almeno quattro) vasi di ferro. L’ultimo atto di Volterra, come centro di funzioni importanti nella sua storia. Inutile spiegare perché due realtà da 30mila abitanti, come Pontedera e Cecina, sarebbero le “superpotenze” di questo assurdo contenitore».
L’ex sindaco cita anche «Peccioli, coi soldi, e Pomarance, con i soldi, ma anche con l’Unione già pronta e la sede già definita. In un sistema così vasto, diventano comunque necessari sottosistemi e quello dell’Unione Alta Valdicecina, sarebbe già pronto e felice di inglobare Volterra. Così il capoluogo della nuova “provincia”, sarebbe Pontedera, oppure Cecina, mentre noi potremmo far capo a Pomarance, come da programma».
Un «film dell’orrore pronto per essere servito. Ma quello che preoccupa di più, è la visione che il sindaco. “Dal 2020 al 2050 avremo 200.000 abitanti in meno nelle aree interne della Toscana” ci dice». Buselli si chiede: «Ma la politica deve solo registrare ciò che accade e darlo già per scontato, o lavorare per provare a cambiare il finale del film?». —
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