Gioco
Quaranta famiglie ostaggio del canneto «Rifugio di senzatetto non ne possiamo più»
Rabbia dei residenti di via del Giardino a Ponte a Egola «Disposti a tagliarlo, ma in Comune negano il permesso»
SAN MINIATO
«Via-vai di notte, nessuna luce, sporcizia. Cosa dobbiamo fare per farci ascoltare». Denunciano una situazione che credono essere sul punto di esplodere i residenti di via del Giardino, fra Ponte a Egola e San Miniato Basso.
«Da ormai diverso tempo abbiamo denunciato la situazione che si sta creando lungo la strada, in un grande canneto che puntualmente non è tagliato dagli uomini del comune, né da nessun altro – denuncia Andrea Valori, residente nella strada, dove in tutto abitano circa 40 famiglie –. Tutte le sere, specie dall’inizio dell’estate, abbiamo notato che alcuni stranieri hanno preso l’abitudine a sceglierlo come giaciglio».
La strada in questione si trova nelle vicinanze della Tosco Romagnola, in località La Catena. Tutte le sere, ad ore tarde, alcuni senzatetto si sistemano alla buona fra le canne, a pochi metri dalle case. «La mattina prestissimo vanno via, forse al lavoro da qualche parte – dice un altro residente –. Già questo basterebbe per non essere tranquilli, perché è una situazione di degrado inaccettabile. Il peggio poi è che vicino alle canne ormai si trova di tutto. Alcuni di loro la notte rovistano nei rifiuti. Ci sono vari sacchetti e anche escrementi».
La cosa, negli ultimi mesi, è stata segnalata alle istituzioni. Ma come spesso avviene in questi casi un confine complica le cose. «Chi lo deve tagliare? Il Comune? Noi? È un mistero – dicono ancora i residenti, che stanno meditando di raccogliere anche delle firme per far sentire la loro voce –. La polizia municipale ci dice che il terreno in cui si trova la boscaglia è privato, quindi a loro non compete. Al tempo stesso però la situazione si aggrava. I privati adiacenti sono convinti che quel tratto di strada, a pochi passi dal fosso, sia pubblico. Alcuni di noi si erano resi disponibili a tagliare via tutto ma dall’amministrazione comunale ci è stato detto che non possiamo farlo. Insomma siamo in una situazione di stallo e la situazione sta peggiorando giorno dopo giorno».
«In più, con i rifiuti che si stanno accumulando – dice Valori – quando vengono le piogge la fossa non riceve bene e l’acqua non defluisce, allagando la strada». Una situazione che da tempo si è affiancata ad un altro problema. «La strada, lontana da altri centri abitati, è poco illuminata – dicono – ci sono dei lampioni ma da tempo sono accesi in maniera alternata. Uno sì, uno no. La zona dove c’è il canneto è al buio, come gran parte di quella in cui si trovano le case. L’impressione è quella di essere di fronte al tipico scaricabarile. Eppure basterebbe togliere le canne per impedire che qualcuno trovi rifugio in quest’area. Tutte le sere, specialmente d’estate, sono in molti ad uscire di casa per fare una passeggiata, possibile che debbano convivere con una situazione di degrado come questa? Noi non sappiamo più cosa fare».
La questione era balzata all’onore delle cronache anche lo scorso anno, sempre d’estate. «Anche quella volta prendemmo la via del Comune per farci ascoltare, portando i nostri argomenti – dicono i residenti –. Ma con questa storia fra pubblico e privato non se ne fece di niente. Intanto qualcuno viene a dormire all’aperto tutte le notti, e invece forse andrebbe aiutato». —
Nilo Di Modica
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