La protesta
Mazzeo: «La giunta dovrà pronunciarsi prima del voto»
chianni
Una trattativa complessa e che forse non porterà al passaggio di proprietà (da privata a pubblica). Flash mob, sit-in, convegni e proteste contro la riapertura della Grillaia. Tutto, forse, inutile: per scongiurare l’arrivo dell’amianto alla Grillaia l’ultima speranza è legata alla giunta regionale. Il 9 giugno, infatti, nel corso del consiglio regionale una mozione, con primo firmatario Antonio Mazzeo (Pd) e sottoscritta dai consiglieri di opposizione (tutti tranne Lega e Forza Italia), chiedeva alla giunta guidata da Enrico Rossi di revocare la delibera con la quale, il 25 maggio, si autorizzava la Nuova Servizi Ambiente a avviare i lavori per il nuovo progetto di conferimento di 270.000 metri cubi di amianto. I tempi tecnici per fornire una risposta scritta erano di 60 giorni, scaduti il 9 agosto. A questi, però, se ne possono aggiungere altri 30. E quindi si arriverà al 9 settembre, a pochi giorni dalle elezioni. «La risposta non è ancora stata data. La giunta è in attesa dell’ultima relazione tecnica per elaborare un testo completo alla mozione», ci informano proprio dalla giunta regionale. Nel frattempo, però, Antonio Mazzeo, primo firmatario della mozione, tiene alta l’attenzione sul tema. «La giunta dovrà dare una risposta prima delle elezioni, altrimenti sarà inadempiente – spiega Mazzeo –. Ribadisco che la delibera di giunta vada ritirata. Non è stato un atto semplice, visto che la giunta è del nostro stesso colore politico. E so che c’è un lavoro per cercare soluzioni alternative. Ma qui si deve azzerare tutto, il mio punto di vista politico è molto chiaro: capisco le problematiche legali, ma dobbiamo evitare che l’amianto arrivi in quella discarica. La vicenda non ha niente a che vedere con le elezioni, qui si tratta di una battaglia che ho sempre seguito. E continuerò a seguire fino a quando sarà necessario». —
A.B.
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