Gioco
L’artigiano che riporta a nuova vita i palazzi storici della città etrusca
Massimo Bartaloni è a capo dell’azienda edile fondata dal bisnonno con la passione di cani da slitta e cavalli
La storia
«La bottega, la bottega! Solo con la pratica s’impara un mestiere. Da sempre. Ma non la vogliono intendere e ci tagliano le gambe a noi artigiani». La spina dorsale dell’occupazione in Italia: l’artigiano e l’artigianato. Il vero motore dell’economia, si dice, sta in queste due voci, non nella grande industria. Un esempio ne è, a Volterra, Massimo Bartaloni, a capo di un’impresa edile arrivata alla quarta generazione. Dette il via il bisnonno quando l’Italia stava per diventare un regno sotto la spinta sabauda. E sul colle etrusco stava per iniziare la sua vita un’impresa artigiana che, da lì in poi, si sarebbe sempre occupata di restauro e ristrutturazione di edifici antichi.
«Sì, è il marchio della nostra attività da sempre. Ci siamo specializzati – piega lo stesso Massimo Bartaloni – in interventi su beni architettonici, anche vincolati dalla Soprintendenza». Dove? «Tutto qui a Volterra – risponde – che in quanto gioiello d’arte non fa mancare il lavoro».
E magari, lavorando in casa, è l’elemento che fa mettere più entusiasmo. «Di sicuro. In centro mi salutano tutti perché tutti mi conoscono – dice Bartaloni – E ne vado fiero. La passione nel lavoro è tanta. Non ho mai portato l’orologio, perché il tempo non lo guardo. Quando si lavora con passione non si fissano le lancette. Solo che te la fanno venir meno la passione…».
Cioè? A cosa si riferisce? «Da qualche decennio lavoriamo con sempre maggiori ostacoli. Non se ne può davvero più», è amareggiato Bartaloni, che ha 58 anni, una moglie e due figli che non lo hanno seguito nella sua attività: Francesco (si chiama come il nonno) si occupa di tatuaggi e gira il mondo; Marta non s’intende di mattoni, però ha lo stesso suo hobby: i cavalli. «Almeno in questo mi segue. Le passeggiate a cavallo sono sempre state le mie passioni e appena posso me ne vado. Magari dormo in tenda per un paio di giorni, ma con i miei cavalli». Poi “confessa” un altro debole: quello per i cani da slitta. «Ho girato – dice – mezza Europa per 20 anni e mi sono divertito un mondo. Anche portando a casa dei premi».
In tutto quello che tocca ci mette la passione. E a proposito di fiori all’occhiello dell’impresa edile, Bartaloni aggiunge «lavori su beni architettonici vincolati con tecniche antiche. Mi sono occupato del primo lotto del Centro studi della Cassa di risparmio, ma anche di interventi di un certo rilievo al teatro romano e alle terme del parco Fiumi. Per non parlare dei palazzi in centro dove anche attualmente sono impegnato nel rifacimento di due appartamenti. Sono lavori che non si vedono dall’esterno, ma impegnano molto».
«Un’altra esperienza importante – prosegue– è stato il Progetto Leonardo. Si tratta di un progetto europeo svolto in collaborazione con la Scuola artigiana di Stoccarda, per la quale ogni anno per tre mesi vengono a imparare le tecniche e il modo di lavorare. E dove io sono partner per il settore dell’edilizia».
Un volterrano vero che va sempre vestito in camicia e gilet, sia in inverno che in estate. «Quando fa caldo – aggiunge ridendo – il gilet me lo tolgo, ma la camicia resta. Ed è rigorosamente a quadretti». —
paolo falconi
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