Gioco
In balìa delle onde insieme al figlio: «Salvati dalla Madonna, siamo miracolati»
Piero Iafrate: «Il mio bambino era sparito nel nulla. Ho invocato la Santissima Assunta, me lo sono ritrovato tra le braccia»
PONSACCO. Un incubo lungo alcuni, lunghissimi minuti. Il mare che si ingrossa improvvisamente, il canotto in balìa delle onde. Il figlio che scompare nel nulla. La disperazione che spinge il babbo a invocare l’aiuto della Madonna. E, subito dopo, il mare che gli restituisce il suo bambino, tra le braccia. Una disavventura a lieto fine per Piero Iafrate, 49 anni, direttore della Casa di riposo Giampieri di Ponsacco.
«Sì, mi sento un miracolato», assicura riavvolgendo il nastro fino al giorno di Ferragosto. «Per la prima volta nella mia vita – racconta – ho deciso di andare al mare il 15 agosto, insieme alla famiglia. Da quando sono nato, avevo sempre trascorso questo giorno nel mio paese di origine, Arpino, in provincia di Frosinone. Dove c’è una bellissima festa dedicata alla Santissima Maria Assunta. Ma stavolta siamo rimasti in zona e così siamo andati al Lido del carabiniere, a Tirrenia», per trascorrere una giornata all’insegna della spensieratezza.
Intorno alle 11.30, Piero e il figlio entrano in acqua con il canotto: «Il mare era una tavola». Ma nel giro di pochi istanti la situazione cambia completamente: «Si è improvvisamente ingrossato, con onde altissime. Eravamo a circa 50-60 metri da riva. Mio figlio è sparito nel nulla. Io so nuotare, ma in quelle condizioni non riuscivo neanche a vederlo. Ed era impossibile anche chiedere aiuto ai bagnini».
E allora Piero si è rivolto alla Madonna: «Non sapevo più cosa fare, avevo paura che annegasse. Sono molto devoto e ho invocato la Santissima Maria Assunta». Pochi istanti dopo, quel mare maledetto che si era preso il bambino, gliel’ha riportato: «Me lo sono ritrovato tra le braccia. Per me è stato un miracolo».
E a quel punto ha ritrovato la forza per trascinare se stesso e il suo tesoro a riva: «Siamo riusciti a rientrare, con tanta fatica». L’incubo è finito con un abbraccio liberatorio sulla spiaggia. Ma lo choc resta: «Ho avuto tanta paura. In una situazione del genere ti rendi conto che tutto quello che costruiamo nella vita, può essere spazzato via in un attimo. Mio figlio? Sta bene. Probabilmente non si è reso conto fino in fondo della gravità della situazione, l’ha vissuta quasi come un gioco. Meglio così». Quindi un pensiero carico d’amore per il bambino che era con lui e per l’altra figlia, che era rimasta in spiaggia: «Non c'è mai una ragione per cui un amore dovrebbe finire e voi siete ciò che di più bello ho avuto dalla vita, la scelta migliore che potessi fare. Siete figli stupendi, da tutelare e difendere sempre e con tutte le forze». Infine un ringraziamento ai tanti amici «che mi hanno telefonato o mi hanno inviato un messaggio per essere rassicurati sulle nostre condizioni: stiamo bene. E il mio “grazie” va alla Santissima Maria Assunta». —
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