Gioco
«Porchetta, prosciutto, vini ed heavy metal: ci piace mangiare e ascoltare solo cose buone»
Alessandra Burchi, Francesco Fallico e “Il grano e l’uva”, l’enoteca in corso Matteotti tappa fissa dei turisti e dei buongustai dell’Alta Valdera
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La porchetta, il prosciutto e un buon rosso locale non mancano mai. Causa Covid le prelibatezze di Ariccia, San Miniato e Peccioli non si possono gustare nella saletta con vista sulla Valdera e sui coppi del centro storico. L’enoteca “Il grano e l’uva” resta però una tappa fissa per i turisti e un riferimento per i pecciolesi. Vengono al 57 di corso Matteotti per trovare prodotti a chilometro zero ed eccellenze italiane scelte da Alessandra Burchi e servite da Francesco Fallico, il salumiere che ama l’heavy metal: «Mi piacciono le cose buone».
Lei, 58 anni di Pisa, e lui, 41enne di Bronte (Catania), hanno alzato la saracinesca 7 anni fa per la prima volta. Lavoravano nel settore del turismo. Burchi come barista. Fallico come animatore. Poi la decisione di unire le forze, diventare imprenditori e puntare su Peccioli. «Questo paese è capace di attrarre chi vuole investire – spiegano –. Certo le difficoltà non mancano, ma qui ci sono anche tante opportunità. In più lavorare in un piccolo comune apre delle possibilità difficili da trovare in una città».
Nasce così il negozio dove, come dicono i pecciolesi, «si possono trovare le cose particolari». «O meglio di qualità», sottolineano i titolari de “Il grano e l’uva”. «Il nostro obiettivo è valorizzare i prodotti del territorio – spiegano –. Ai nostri clienti piace poter scegliere tra diverse qualità di pane che arrivano dai migliori panifici del territorio. Ci sono poi i vini, tutti di Peccioli, Terricciola e delle colline pisane. Così come tutti i formaggi vengono dal comprensorio pecciolese».
Nel banco dei salumi non mancano poi dei must toscani come il crudo, il salame e la soppressata di San Miniato, «che sono a due passi: non possiamo definirli pecciolesi, ma fanno parte della cultura gastronomica locale», e alcune chicche da altre regioni, «perché la mozzarella campana, il guanciale di Amatrice e la porchetta di Ariccia sono prodotti unici e che non sfigurano a qualsiasi latitudine». A tutto questo poi si aggiungono i pistacchi di Bronte. «Nel negozio di un brontese come me non possono mancare – spiega Fallico –. Ho un fornitore di fiducia che mi permette di avere dei prodotti che consentono di assaporare i sapori della mia Sicilia con un solo boccone».
Non mancano poi le richieste dei buongustai locali. «Alcuni clienti – racconta Burchi – ci hanno chiesto ad esempio i coglioni di mulo (un salame tipico dell’Umbria, ndr). Altri la mozzarella di bufala toscana. Non è sempre facile trovare i prodotti che ci chiedono, ma ci proviamo. Se poi non ci riusciamo, speriamo che i nostri clienti capiscano l’impegno».
La vita pecciolese non è tutta rosa e fiori. «Quello dei parcheggi è un problema anche in un paese di 5mila abitanti», spiegano. Così come non è sempre facile il rapporto con gli altri imprenditori: «Facciamo parte dell’Associazione commercianti e siamo d’accordo con le tante iniziative che nascono anche e soprattutto in un momento particolare come quello della pandemia. Tuttavia manca la capacità di comunicare ciò che si fa. Ci troviamo davanti a decisioni già prese, anche giuste, ma che sarebbe ben condividere».
Alle difficoltà però si fa fronte con il pragmatismo di Alessandra Burchi e il sorriso di Francesco Fallico che, chiuso il locale, si trasforma in dj. Gestisce dei programmi sul web per “Metal maximum radio” e “Radio selfie”. «È la mia passione», dice con gli occhi pieni di gioia quasi quanto quelli dei clienti davanti a uno dei suoi panini con la porchetta. –
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