Il Tirreno

Pontedera

appello del sindaco bini 

«Non ci togliete i finanziamenti destinati alle Unioni dei Comuni»

a.b.
«Non ci togliete i finanziamenti destinati alle Unioni dei Comuni»

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terricciola

Fino allo scorso anno erano 390mila euro i trasferimenti di risorse all’Unione Alta Valdera. Più altri 50mila euro per gli asili di Lajatico e Peccioli. Risorse importanti per garantire servizi che, con la fuoriuscita dall’Unione di Terricciola e Peccioli nel mese di luglio, ora potrebbero non arrivare più ai quattro comuni (ai già citati si aggiunge Chianni). «Già con il cambio di legislazione in cui l’obbligo di associare le funzioni per i Comuni inferiori a 5mila abitanti è venuto meno, credo sia necessaria una riflessione sulle politiche di finanziamento ai Comuni per le gestioni di area – dice il sindaco di Terricciola Mirko Bini –. Ora, alla luce delle nuove geometrie e delle discussioni che si aprono in Valdera e leggo anche dalla parte della Valdicecina, come ha dichiarato anche il sindaco di Volterra, si rende necessario conoscere le intenzioni dei candidati alla prossima legislatura regionale».

In altre parole: finora venivano erogati importanti finanziamenti per le Unioni e anche per le fusioni. Ora che ne sarà di quelle risorse? «Due modelli di gestione del territorio che venivano “calati” dall’alto, spingendo i piccoli comuni a perdere terreno, occupazione, economia e servizi a favore di un accentramento amministrativo che impoveriva e concentrava verso i grandi centri dimenticando il valore delle piccole realtà – dice ancora Bini –. Un modello a cui non mi rifaccio e che non condivido. Oggi, anche dopo la pandemia e alla luce di una nuova linea legislativa, alle porte di una nuova gestione regionale e leggendo le posizioni dei sindaci miei colleghi chiedo: quale modello vogliamo?». Bini chiede che quei 390mila euro di trasferimenti vengano nuovamente versati sul territorio per salvaguardare i servizi. «Penso ai trasferimenti per gli asili nido, quindi non parlo per Terricciola onde evitare che mi si accusi di egoismo campanilistico – dice ancora Bini –. Se tali risorse ci sono oggi vanno re-impiegate diversamente, anche guardando a come i Comuni con questo “alleggerimento” istituzionale cercano di risparmiare. Serve che vengano erogate le risorse soprattutto per quei piccoli Comuni che stanno resistendo a un’involuzione di spopolamento, per salvaguardare le identità, la storia e non penalizzare parti di società».

L’appello di Mirko Bini, dunque, va ai candidati nella corsa alla presidenza della Regione Toscana. «Vorrei capire da loro cosa pensano della gestione amministrativa e come vogliono supportare gli enti in questa nuova fase organizzativa». —



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