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I sindaci battono i pugni: «La 439 è una mulattiera subito un piano dei lavori»

I sindaci battono i pugni: «La 439 è una mulattiera subito un piano dei lavori»

Lettera ad anas, ministro, camera, senato e regione 

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POMARANCE

«La situazione non è più tollerabile. Serve un celere e risolutivo intervento di ristrutturazione complessiva e sistematica della Statale 439 Sarzanese-Valdera». Parola di Ilaria Bacci, sindaca di Pomarance che ha scritto una lettera (anche a nome dei sindaci Alberto Ferrini di Castelnuovo, Sandro Cerri di Montecatini, Giacomo Santi di Volterra e Francesco Govi di Monteverdi), all’amministratore delegato e direttore generale dell’Anas, Massimo Simonini. Un documento inviato anche alla ministra delle infrastrutture Paola De Micheli, ai presidenti delle commissioni lavori pubblici di Camera e Senato, oltre al presidente della Regione, Enrico Rossi.

«Il nostro territorio – scrive Bacci – è attraversato da poche infrastrutture viarie, quasi tutte secondarie, e pressoché da una unica arteria principale ovverosia la Statale 439 Sarzanese Valdera, strada che parte da Lucca e termina a Massa Marittima in Provincia di Grosseto. Quel tracciato, dal ‘98 e sino ad anni recenti in gestione alla Regione Toscana e solo negli ultimi anni passato di nuovo ad Anas, è l’arteria principale che consente di collegare i nostri territori con il capoluogo provinciale. Un ulteriore elemento ci preme sottolineare: il tracciato, e per molti versi lo stesso sedime stradale, risalgono ai gloriosi tempi del Granduca Leopoldo II di Toscana, uomo certo illuminato ma, suo malgrado, ormai passato alla storia da almeno un secolo e mezzo».

Poi la sindaca entra nel merito, sottolineando «lo stato davvero pessimo dell’intero tratto di Ss 439 che da Castelnuovo di Valdicecina arriva sino alla cosiddetta “Bonifica” al confine tra i Comuni di Volterra e Lajatico. Non solo la sede stradale è strettissima, poco più della dimensione di una mulattiera al punto che sono difficoltosi anche i semplici scambi di mezzi provenienti dalle due direzioni di marcia, ma non vi sono banchine percorribili, vi è la presenza di numerose e frequenti curve con raggi stranissimi e stretti, il fondo asfaltato è pressoché ovunque in pessime condizioni anche dopo qualche “toppa” messa qua e là negli anni scorsi, vi sono numerose e pericolose strettoie e limitazioni al transito dei mezzi, con imposizioni oggi davvero ai limiti dell’assurdo ossia tratti con limiti di velocità a 30 km/h; la segnaletica, poi, è pienamente in linea con la descrizione fatta sin qui e più consona alle Guerre Napoleoniche che al ventunesimo secolo. Manca poi una sistematica ed accurata manutenzione, con taglio del verde ai margini della carreggiata che è invasa dalla vegetazione e, in alcuni casi, addirittura si sono verificate cadute di rami su mezzi in transito, frequenti ribaltamenti di mezzi dovuti ai cedimenti del sedime e alla configurazione stradale, solo per citare alcuni eventi rilevanti». Per tutti questi motivi «dopo almeno settanta anni di pressoché assoluto disinteresse ed incuria, sulle cui responsabilità non ci interessa troppo entrare, deve essere trovata una soluzione per questo territorio e per i suoi cittadini che pagano le tasse come tutti gli altri italiani e toscani e quindi hanno diritto a spostarsi con un minimo di agevolezza e senza rischio costante per la vita. Invitiamo tutti gli enti in indirizzo ad un primo incontro per la definizione certa di un cronoprogramma di interventi di generale ristrutturazione del tratto dalla Bonifica a Castelnuovo Valdicecina, garantendo nel frattempo una degna manutenzione ordinaria al fine di attenuare almeno il grado di pericolosità attuale». –

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