Sicurezza
«Macché spacciatore volevo arrotondare la mia pensione»
Arrestato a 68 anni per la coltivazione di piante di canapa giustifica così al giudice il deposito scoperto dai carabinieri
peccioli
«Guardi signor giudice, voglio essere sincero. Non ho mai spacciato in vita mia. Ho avuto questi semi e li ho buttati nel campo. E mi sono detto: se le piante vengono su bene allora posso anche pensare di arrotondare la pensione».
Aspetto dimesso che dimostra più anni di quelli scritti all’anagrafe, Lucio Roseto, 68 anni, è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di San Miniato con l’accusa di produzione e coltivazione di sostanze stupefacenti. Un controllo all’apparenza occasionale, ma con qualche sospetto all’origine del sopralluogo, l’altro giorno ha portato i militari nelle campagne di Legoli. Si sono avvicinati a un terreno dubbio e poi ne hanno approfondito le specie a vista. E così si sono imbattuti in piante di canapa indiana.
Il passaggio successivo è stato quello di cercare il proprietario dell’appezzamento. Un ulteriore accertamento nel caso che aveva già visto incastrarsi più tasselli si è tradotto nell’arresto del pensionato. In casa gli hanno trovato 237 piante di marijuana coltivate in vasi, 925 grammi della stessa sostanza essiccata e un bilancino di precisione. Impossibile negare l’evidenza. Lo stupefacente è stato sequestrato, mentre il 68enne è stato messo agli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima celebrato a Pisa. Il giudice Elsa Iadaresta (pm onorario Vincenzo Molinaro) ieri mattina ha convalidato l’arresto e rimesso in libertà Roseto, difeso dall’avvocato Tommaso Azzaro, senza alcuna misura cautelare. Non ci sono restrizioni alla sua libertà. L’udienza dibattimentale è stata fissata per febbraio 2021. Roseto, originario di Treviso, vive da anni in una casa di legno che si è costruito da solo nella zona dove ha avviato la coltivazione di piante di canapa indiana. Alcune piante svettano fino al metro e 80 e un dato che sarà utile nel processo è quello del principio attivo che la difesa ha chiesto essere certificato con una perizia. La pensione di Roseto è magra e per campare si ingegna come può. L’ultima pensata, però, è finita prima ancora di piazzare il prodotto del suo orticello proibito. —
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