Sicurezza
Cittadino-detective incastra il ladro con il Gps
Attiva la localizzazione sul suo smartphone rubato che viene ritrovato sull’auto di un uomo a San Giovanni alla Vena
VICOPISANO. Cittadino si improvvisa detective, segue le “tracce” del suo telefono cellulare, rubato in un ambulatorio medico, e porta i carabinieri a casa del ladro.
È davvero incredibile, sotto diversi punti di vista, la storia che è capitata nei giorni scorsi a un cittadino di Collesalvetti, di circa 40 anni. L’uomo accompagna la moglie, che ha subito di recente un intervento chirurgico, a fare una visita di controllo in un ambulatorio del Cnr a Pisa. Nella sala di attesa, vuoi per le preoccupazioni, vuoi per la stanchezza, la coppia insegue i suoi pensieri e dimentica il telefono cellulare. Evidentemente, neanche a farlo di proposito, c’è subito chi è pronto ad allungare la mano per fare sparire il cellulare.
Che dire? Fatto sta che quando arriva all’auto, l’uomo si rende conto che non ha il telefonino. Torna indietro, va nell’ambulatorio, controlla meglio, ma il telefono non si trova. Chi lo ha preso? Rubare i cellulari, ormai è cosa risaputa, non conviene. Non c’è un grande mercato della ricettazione e poi è facile essere scoperti, grazie ai codici identificativi oltre che ai dispositivi Gps. Ma l’autore del furto deve avere sottovalutato questo rischio. Così dopo che la coppia lascia l’ambulatorio anche lui che era stato a mettere l’apparecchio holter cardiaco torna a casa.
Nel frattempo il derubato attiva il Gps sull’apparecchio. Lo localizza: si trova a San Giovanni alla Vena. Vede anche l’indirizzo preciso. Chiama i carabinieri del paese e racconta la sua disavventura. È talmente sicuro della localizzazione che freme per vedere chi ha preso il telefono. Carabinieri e vittima del furto, che nel frattempo aveva fatto squillare a vuoto il cellulare innumerevoli volte, arrivano in via Magellano. La posizione data dal Gps è precisa. L’apparecchio è su un’auto in sosta. Squilla e dai finestrini si intuisce che è a pochi passi dai militari e dal proprietario. A quel punto possono entrare in campo i carabinieri. Vedono a chi è intestata l’auto. È di un giovane albanese che abita da quelle parti.
Gli vanno a suonare alla porta di casa, lo invitano a uscire. Il telefono è ritrovato. Ammissioni vere e proprie non ce ne sono. Ma l’albanese viene denunciato per furto. «L’ho trovato, non l’ho rubato, lo volevo restituire”, sono le prime spiegazioni. A nulla porteranno almeno in questa fase. Il derubato infatti va in caserma e formalizza la denuncia di furto.
E ringrazia i carabinieri per averlo aiutato a recuperare il cellulare. Per il momento le parti restano sulle loro posizioni. Si ritroveranno in tribunale. —
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