La protesta
Doppia location e niente balli Il Pd non rinuncia alla festa (ridotta)
L’evento a San Pierino (27-30 agosto) e Botteghe (3-6 settembre) Dai termoscanner al distanziamento, ecco tutte le misure anti-Covid
politica in tour
Sarà una Festa de L’Unità che si sdoppia, allo scopo di evitare assembramenti e di conseguenza potenziali situazioni di pericolo; e, nel farlo, verranno riscoperte le frazioni, in questo caso San Pierino e Botteghe, al posto della festa “centralizzata” nella Buca del Palio o attorno al palazzetto.
Dal 27 agosto al 6 settembre andrà quindi in scena la Festa de L’Unità di Fucecchio: dal 27 al 30 agosto in piazza Fratelli Cervi a San Pierino (davanti alla contrada, dove è stato montato un tendone) e dal 3 al 6 settembre al circolo Arci di via Pistoiese alle Botteghe. In poche parole due fine settimana, dal giovedì alla domenica; quindi addio alle feste “fiume”, per ovvi motivi. Molte le contromisure per evitare contagi: in primis saranno evitati i balli di gruppo, come il tanto amato ballo liscio con l’orchestra; la musica sarà al massimo un sottofondo ma non un’occasione di socialità (per il dispiacere del pubblico di Raoul Casadei e dei suoi colleghi meno famosi).
Chi entrerà in piazza Cervi o al circolo de Le Botteghe dovrà sottoporsi alla misurazione della temperatura corporea, che non dovrà superare i 37. 5 gradi. Inoltre chi rimane a cena deve lasciare il proprio nominativo e il relativo numero di telefono, perché come ormai tutti sanno per quattordici giorni questi registri devono essere tenuti per eventualmente tracciare casi di vicinanza ad un positivo al coronavirus. Al tavolo insieme staranno i congiunti e le persone che abitualmente passano tempo assieme, perché – come spiega il segretario del Pd di Fucecchio Luca Giorgi – «se due persone vengono in macchina qua possono stare anche allo stesso tavolo».
Per gli altri, invece, dovrà esserci il distanziamento sociale di un metro; i volontari che presteranno servizio in cucina non dovranno recarsi nella zona dove i pasti vengono serviti e viceversa, proprio per evitare situazioni di promiscuità. «Ci vorrà un po’ di pazienza – continua Giorgi – ma questo è il prezzo da pagare per poter organizzare la festa. Devo ringraziare i volontari, che hanno dato la disponibilità a contribuire oltre a manifestare una rinnovata voglia di dare una mano. Loro verranno formati sui giusti atteggiamenti da tenere». Sulla scelta di “sdoppiare” l’evento: «Il lockdown ci ha portato a decidere di dividere la festa, il che vuol dire sobbarcarci un doppio impegno. Però noi volevamo comunque rimanere sul territorio e la scelta di San Pierino e Botteghe va proprio in questo senso. Chiedo a chi verrà di prenotare il posto, così da permetterci di organizzare il tutto al meglio». —
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