Il Tirreno

Pontedera

il caso 

«Delegati sospesi per atti violenti e intimidatori»

«Delegati sospesi per atti violenti e intimidatori»

Il segretario provinciale Fiom risponde ai membri della Rsu Piaggio che per dieci mesi dovranno restare fuori dalla sigla sindacale

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA

«Le sentenze si applicano e si rispettano». Il segretario provinciale della Fiom Cgil Marco Comparini risponde ai delegati della Rsu Piaggio che sono stati sospesi dallo stesso sindacato per la durata di dieci mesi.

Massimo Cappellini, Antonella Bellagamba, Giorgio Guezze e Adriana Tecce sono stati al centro di una sorta di processo al comitato nazionale di garanzia della Cgil terminato con la sospensione. «Mi corre l’obbligo di chiarire che la decisione di avviare un ricorso agli organi di garanzia della Cgil – dice Comparini – è stata assunta all’unanimità dall’assemblea generale della Fiom di Pisa esattamente un anno fa, composta da delegati di tutte le aziende metalmeccaniche della provincia».

Il segretario provinciale cita «attacchi personali: la pratica di individuare il nemico e additarlo alla pubblica opinione come la causa di tutti i mali è stata in passato foriera di ben note e tristi vicende che fortunatamente tutto il movimento operaio e sindacale è riuscito a sconfiggere». Poi Comparini racconta l’esito delle sentenze nei confronti dei quattro Rsu Piaggio: «Nella prima i delegati sono stati sospesi per atteggiamenti violenti ed intimidatori nei confronti del sottoscritto e del segretario regionale Fiom, Massimo Braccini, per aver usato impropriamente il simbolo della Fiom Cgil in più occasioni nonostante fossero stati diffidati a farlo e per aver leso direttamente l’immagine della Cgil stessa e dei suoi dirigenti. Nella seconda e definitiva, oltre alla riconferma della prima, le sanzioni sono state aumentate in quanto i delegati hanno apertamente operato per dar luogo a delle disdette collettive alla Fiom che rappresentano una palese violazione dell’obbligo di fedeltà alla nostra organizzazione».

Poi c’è la questione della raccolta di firme per diffidare la Fiom territoriale sulla vicenda del protocollo sulla sicurezza alla Piaggio. Che, secondo Comparini, «la Cgil ha ritenuto di una gravità assoluta».

«Quella del rapporto conflittuale tra questo gruppo di delegati e iscritti con la Fiom – aggiunge il segretario provinciale – è una vicenda che si trascina da più di venti anni, la decisione definitiva della Cgil di sanzionare i loro comportamenti con una sospensione, avrebbe dovuto consentire una riflessione e un cambiamento che però, da cosa sto leggendo da più parti non sta avvenendo. Infatti, quando si afferma che “siamo stati sospesi dalla Fiom Cgil, ma rifaremmo tutto se necessario” significa che la volontà di questi delegati non è quella di ravvedersi nei comportamenti, ma, di fatto, di mettersi fuori in maniera definitiva da questa organizzazione».

Poi Comparini fissa l’obiettivo di settembre: «Avviare un confronto con iscritti e simpatizzanti in Piaggio per provare a tornare ad essere di nuovo anche in quell’azienda il sindacato con la storia e il prestigio che tutti gli riconoscono». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze