Sicurezza
«Quadro, video, calendari e riviste pornografiche per rievocare Volterra ’73»
Parlano gli artisti autori della tela al Parco Fiumi con scene di sesso «Tutto era incentrato sul porno. E sarà così anche il 28 agosto»
la difesa
Bologna, Milano, Volterra. Un triangolo inconsueto ha dato origine al tanto discusso quadro con scene di sesso esposto al Parco Fiumi durante il festival Anti-social social park, organizzato dall’associazione di studenti della città etrusca Vai Oltre.
Il bolognese Brando Quagliano e i milanesi Gianlore Da Rold e Umberto Passerini sono gli autori non solo della “tela dello scandalo”, ma dell’intero evento chiamato “Rosa semplice” da cui sono nate le recenti polemiche.
«Non c’era solo la tela dipinta da Gianlore Da Rold e Umberto Passerini – racconta l’art director Brando Quagliano – ma c’erano anche le mie installazioni video durante il dj set, calendari e riviste. Tutte forme d’arte incentrate sulla pornografia e l’utilizzo del sesso nelle immagini. È stata una sperimentazione che avrà un seguito». Già quella del 28 agosto, data confermata da Gabriel Dell’Aiuto, il responsabile del designer del festival al Parco Fiumi.
«Per quel giorno abbiamo intenzione di coinvolgere un numero maggiore di artisti», aggiunge Quagliano spiegando che l’ispirazione di tutto questo deriva da Volterra ’73 e dall’opera Carne divoratrice di Francesco Somaini: «Ci siamo chiesti come poter rievocare una simile creazione, che creò un vero e proprio choc in una cittadina come Volterra, adattandola al 2020 – dicono i tre protagonisti dell’evento al Parco Fiumi – Ed è venuto fuori “Rosa facile” con una serie di elementi, tra cui anche adesivi, collegati tra loro dal colore rosa e, soprattutto, dall’uso di immagini sessuali».
E, in previsione della giornata che precederà la chiusura della rassegna dell’associazione Vai Oltre, è difficile immaginare cosa accadrà. Soprattutto dal punto di vista dell’impatto sull’opinione pubblica che, dopo la rimozione del quadro dipinto al Parco Fiumi il primo agosto, si è letteralmente spaccata in due tra polemiche e critiche per aver esposto la tela in una zona aperta a famiglie e bambini e difesa di qualsiasi forma d’arte, in special modo originata da giovani, citando anche i vasi etruschi, in cui sono raffigurate scene di sesso, esposte al museo Guarnacci di Volterra.
Di sicuro ci sarà da capire se i commercianti che hanno segnalato alle forze dell’ordine il quadro ritenuto osceno e protestato per le scene di porno esposte nel giardino più importante della città, con in testa Pedro Bessi, noto albergatore di Volterra, avranno ancora da ridire sul bis all’Anti-social social park. —
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