Quadro nel parco con scene di sesso rimosso dopo le proteste a Volterra
L’opera era stata esposta nel weekend dall’associazione giovanile Vai Oltre durante il festival Anti social social park: "Non volevamo offendere nessuno"
VOLTERRA. “Paesi piccoli, scandali grandi” recita un detto popolare. È un po’, forse, quello che in questi giorni sta investendo il parco Fiumi a Volterra e le sue iniziative estive, a cura dell’associazione giovanile “Vai oltre! ”, dopo l’esposizione nel fine settimana di un’opera d’arte che sta facendo molto parlare di sé.
O sarebbe meglio dire “ha fatto”, dato che alle prime avvisaglie di polemica il quadro, raffigurante scene di sesso e appeso alle transenne che abitualmente stanno dietro il palco in cui si svolgono le iniziative, è stato velocemente fatto sparire. Un’opera del collettivo “Rosa Facile” di Bologna, ospite con altri alle esposizioni temporanee. A lanciare l’“allarme”, parlando a tutto tondo delle manifestazioni organizzate dai ragazzi nell’ambito del cartellone di eventi “Anti social social Park” che da metà luglio fa rivivere i giardini all’ombra della fortezza, sono alcuni imprenditori riuniti nell’associazione di categoria “Ristoratori Toscana”, che lamentando la presenza “poco consona” del quadro incriminato, a cui facevano da contorno alcune riviste pornografiche lasciate in giro, parlano anche di uno scarso rispetto delle norme anti-Covid in occasione delle serate.
«Non è nostra intenzione censurare i ragazzi – dice Pedro Bessi, rappresentante dei ristoratori –. Ma la presenza di quel quadro si è fatta notare fra i tanti che la sera frequentano il parco. In un momento difficile per l’economia e per il turismo, che comincia ad affacciarsi nuovamente a Volterra solo in questo periodo, spesso con bambini al seguito, alcuni ristoratori in città hanno effettivamente storto un po’ il naso».
Un’offesa al pudore in realtà figlia di un altro piccolo scandalo avvenuto a Volterra negli anni Settanta.
L’opera è infatti ispirata a quella “Carne divoratrice”, chiaro riferimento all’organo genitale femminile in bronzo e argento, che lo scultore Francesco Somaini espose a Volterra ‘73 alle Fonti di Docciola. Polemica stigmatizzata in Comune anche dall’assessore alla cultura Dario Danti: «Stanno facendo vivere uno spazio importante della città – dice – ogni giudizio deve partire prima di tutto da questa consapevolezza».
«Non era nostra intenzione offendere – dice oggi il portavoce di “Vai oltre!” Francesco Zollo –. Per evitare ogni polemica abbiamo subito tolto l’opera».
Altro paio di maniche sul fronte della gestione logistica degli eventi. «Dall’inizio dell’emergenza siamo tutti costretti a rispettare rigidamente le norme, gli orari e le limitazioni sulla somministrazione – continua Bessi –. Credo che un uguale assunzione di responsabilità la si debba chiedere anche ai ragazzi».
Fra le segnalazioni giunte da alcuni imprenditori all’indirizzo della polizia municipale: musica e somministrazione di alcolici oltre l’orario stabilito e poco rispetto delle regole di distanziamento sociale. Denunce che però in occasione di alcuni controlli effettuati durante gli eventi, non hanno portato a sanzioni. «Lunedì mattina siamo andati su indirizzo della Municipale a fare alcuni aggiustamenti per evitare eventuali assembramenti che in uno spazio così ampio potrebbero verificarsi malgrado i nostri controlli – assicura Zollo –. Siamo una realtà che vede impegnati oltre 40 ragazze e ragazzi in un grande evento, volontariamente. Non lo facciamo di professione e possiamo a volte peccare di troppo entusiasmo. Siamo qui anche per imparare. Il nostro programma è vario, coinvolge anche gli stessi ristoratori e comprende molti momenti in cui si fa cultura e approfondimento; alludere alla “malamovida” mi pare eccessivo. Dopodiché le critiche sono ben accette».
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