Sicurezza
Il piano strutturale integrato Pisa-Cascina passa d’un soffio
A fare la differenza è stata la consigliera comunale Paola Viegi, ex esponente Pd ed ora pronta a collaborare con lo schieramento di centrodestra. Poli: «Un disastro»
CASCINA
Il voto della consigliera comunale Paola Viegi, ex Pd poi passata nel gruppo dei Socialisti da cui è uscita da qualche mese, ha fatto la differenza. Ha assicurato la maggioranza assoluta e qualificata (13 voti secchi) che serviva all’attuale governo di centrodestra per dare il via libera al piano strutturale intercomunale Pisa-Cascina. Siamo alla fine della consiliatura e questa decisione è destinata ad alimentare il dibattito dei prossimi mesi. I giochi sono fatti anche in vista della prossima. Tanto che non è più un mistero che Paola Viegi si presenterà alle prossime amministrative di settembre come capolista di Forza Italia e andrà a sostenere la candidatura dell’assessore alla pubblica istruzione uscente Leonardo Cosentini. Tutti gli occhi erano puntati sul consiglio comunale di ieri, rigorosamente convocato da remoto e con pochi consiglieri (i capigruppo) che invece non hanno voluto rinunciare alla presenza in sala. Un banco di prova interessante anche per valutare le prove di forza all’interno della maggioranza stessa. Tant’è che nella prima seduta, quella di lunedì, la votazione non c’è stata. Motivo? È venuto a mancare il numero legale, anche per l’assenza di buona parte dei consiglieri del Pd e di alcuni consiglieri che entreranno a far parte della lista di Dario Rollo, attuale sindaco facente funzione, entrato in rotta di collisione con la maggioranza con cui peraltro continua a condividere gli atti amministrativi della giunta. Il piano è passato con i voti dei leghisti Daniele Funel, Elena Meini (presidente del consiglio), Gabriele Gabriellini, Barbara Tavanti, Debora Truglio e Francesco Banti. Per l’occasione è ricomparsa anche la senatrice leghista Rosellina Sbrana, abituata ormai a disertare gli impegni cascinesi, oltre a Daniele Lucchese. Aurora Giannotti, assente al momento della votazione di lunedì e passata in quota Rollo, ieri ha dato il suo voto favorevole, così come Paolo Chiellini (FI), che in prima istanza non aveva fatto mancare le sue critiche al piano. Sì indiscusso anche dal consigliere di Fratelli d’Italia Valerio Lago. Valerio Petri (passato in quota Rollo) si è astenuto. Contrari Mirko Guainai (Pd) e Fabio Poli (Socialisti, «Con questo piano ci hanno venduto a Pisa, un disastro») e i 5 Stelle Claudio Loconsole e David Barontini. L’ex capogruppo leghista Antonio Affinito era assente, insieme al consigliere Fernando Profeti e ai Dem Lorenzo Ragaglia, Alessio Rocchi, Alessia Marrucci e Massimo Pucci (quest’ultimo, però, per un problema audio).
«È stato adottato il PSI, che non è ovviamente l’acronimo della sigla di un partito, ma non è altro che il Piano Strutturale Intercomunale. Quello attuale di Cascina risale al 1998, ovvero al secolo scorso, ma in questi vent’anni lo sviluppo del territorio ha portato l’amministrazione ad adottarne uno in linea coi tempi. Il Piano è chiamato a indagare, conoscere e rappresentare lo stato attuale del territorio dell’ambiente, del paesaggio e degli insediamenti; a riconoscere, individuare e valorizzare le risorse ambientali, economiche, storiche e sociali del territorio, definite dalla legge regionale Patrimonio Territoriale nonché a definire scelte strategiche delineando previsioni di assetto e sviluppo sostenibile del territorio», afferma Sbragia. Le opposizioni lo hanno attaccato da più parti. «È stato criticato prima della sua discussione e approvazione da due candidati alla carica di sindaco (si vota a breve a Cascina) dai partiti dell’opposizione ma non nelle sedi istituzionali ovvero nella Commissione Consiliare, addirittura una parte dell’opposizione non era presente alla discussione. Auspicavo che il piano venisse criticato nella sua articolazione con una proposta alternativa e non semplicemente per iniziare la campagna elettorale, come invece è stato fatto». –
s. c.
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