Il Tirreno

Pontedera

Gli 84 anni di Maccheroni, tra ricordi e aneddoti in un libro di prossima uscita

Paolo Falconi
Gli 84 anni di Maccheroni, tra ricordi e aneddoti in un libro di prossima uscita

L’ex sindaco, presidente del consiglio regionale e deputato Psi anticipa al Tirreno alcuni capitoli di “Governare la città” 

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persone e storie

Ieri, 1° agosto, ha spento 84 candeline su una torta obbligatoriamente sugar free a causa di quel diabete che pian piano lo ha costretto sulla carrozzina. Ma Giacomo Maccheroni non si ferma con la mente e a ruota libera rammenta nomi e cognomi, fatti e aneddoti, conquiste e battaglie di una vita politica e amministrativa trascorsa in prima linea. Sempre.

Ora lo fa con un libro che uscirà a settembre e lo anticipa per Il Tirreno a voce, raccontando, in fase di pre-presentazione, con la voglia di far sapere la sua vita di politico. Iniziata già a 14 anni (era il 1950) quando decide di iscriversi al partito socialista. Che prende forma dal 1958 al 1961 con la carica (a 22 anni) di presidente dell’ospedale Lotti. Poi come consigliere comunale dal 1960 al 1965, quindi consigliere provinciale e sindaco di Pontedera dal ’65 al ’75. «Il libro si intitolerà “Governare la città” proprio per dare una testimonianza di un impegno mai venuto meno. Come dovrebbe fare qualsiasi primo cittadino a favore dei suoi amministrati. E per questo – ribadisce lo stesso Maccheroni – mi piacerebbe che ogni sindaco facesse altrettanto, mettendo per iscritto la sua opera istituzionale».

Come sindaco di Pontedera guidò il momento molto difficile per la città del dopo alluvione del 4 novembre 1966. E qui racconta quando la Piaggio rischiò di non riaprire, o di poterlo fare soltanto dopo mesi e mesi. Gli operai si diedero da fare perché «temevano che l’acqua portasse via il loro lavoro». Racconta Maccheroni, ora a voce, poi nel libro edito da Tagete edizioni: «Vallecchi era stato mandato da Umberto Agnelli alla direzione della Piaggio, al posto di Francesco Lanzara. C’era anche Prezioso. I rapporti non erano per niente facili. Entrai in contatto, come sindaco, con Umberto Agnelli il quale mi fece presente tutte le difficoltà per riaprire in tempi brevi la fabbrica. Riuscii a sistemare tutto, entrando per la prima volta con la fascia tricolore dentro gli stabilimenti. Contraccambiando l’invito a Vallecchi e Lanzara di partecipare a un consiglio comunale». Poi l’esperienza a Firenze, sullo scranno di presidente del consiglio regionale. E anche in questo caso ci racconta quando andò prima negli Usa e poi in Argentina, in veste istituzionale, a trovare i toscani sparsi in quei Paesi. «A Buenos Aires trovai un emigrato, che sentendomi parlare “scoprì” che ero pisano. Lui era di Migliarino, emigrato con la moglie in America Latina all’indomani del matrimonio perché alla festa di nozze gli regalarono un mazzo di garofani rossi. La dittatura non digerì il fatto – evidenzia Maccheroni – Solo che quando li incontrai non avevano i soldi per tornare in Italia. Promisi che avrei fatto qualcosa. Al rientro chiamai l’allora ministro dei Trasporti Claudio Signorile e gli chiesi se poteva farmi avere due biglietti aerei per i coniugi Masoni. Quindici giorni dopo mi chiamò e disse che arrivavano per posta».

Ecco la vicinanza con la gente, che è sempre stato il suo marchio di fabbrica anche quando diventò (era il 1987) parlamentare nelle file del Psi. E ricorda che da presidente della commissione Trasporti fece approvare all’unanimità la legge sull’uso delle cinture di sicurezza. Insomma, questo e altro nel libro “Governare la città” dove non mancheranno le sfumature di un’ attività e di un impegno sempre alti. Sarà un’occasione, la presentazione, per ricevere altri auguri di buon compleanno. A proposito: auguri onorevole Maccheroni, anche se in ritardo. —





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