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Pontedera

la variante di castelnuovo valdicecina 

Altri 2,3 milioni di euro per la strada infinita ma l’apertura resta un rebus

andreas quirici
Altri 2,3 milioni di euro per la strada infinita ma l’apertura resta un rebus

La Provincia inserisce l’arteria nel piano 2020/21, tuttavia resta in piedi il contenzioso con la ditta del primo appalto Udienza a settembre

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CASTELNUOVO VALDICECINA

Due milioni e trecentomila euro per i lavori di sistemazione della variante di Castelnuovo Valdicecina. Già, la strada costata dieci milioni e mai utilizzata per gravi carenze strutturali che hanno portato anche a rilevanti avvallamenti e frane del terreno sottostante, potrebbe cominciare a intravedere la luce di un tunnel fatto di ritardi, errori e un contenzioso tra la Provincia di Pisa e la ditta che si è aggiudicata il primo appalto per la realizzazione dell’arteria. La somma è inserita nel piano delle opere per il 2020/21 della Provincia. Ma è proprio la vicenda legale che potrebbe comunque ritardare tutta l’operazione.

Intanto è già un passo avanti che nella sede di via Nenni a Pisa si torni a parlare della variante della Sr 439 che, in teoria, avrebbe dovuto eliminare il traffico dei mezzi pesanti da Castelnuovo. Ma che in realtà è risultata essere, finora, uno dei tanti esempi italiani di spreco di tempo (se non di denaro pubblico). «La variante rappresenta un’opera di importante realizzazione – dice il presidente della Provincia, Massimiliano Angori – ma è una vicenda complessa che ne ha allungato i tempi, necessari per la sua effettiva messa a punto. Si tratta peraltro di un’infrastruttura diventata da poco di proprietà di Anas». Angori spiega che «le risorse necessarie per il completamento delle opere ammontano a un valore complessivo di poco più di 2,3 milioni, di cui 1,65 milioni sono stati destinati all’ente provinciale dalla Regione per la sua realizzazione definitiva. Entro il prossimo 30 settembre l’ufficio tecnico della Provincia prevede di completarne la progettazione ed approvare il nuovo progetto esecutivo».

Fin qui tutto bene. Anche il sindaco Alberto Ferrini ha ricevuto la comunicazione dei tempi previsti dalla Provincia per la progettazione. «Quando avremo notizie più certe informeremo la popolazione», dice Ferrini che, però, aggiunge: «Ormai questa vicenda sembra infinita ed è una buona notizia che si sia rimessa in moto la macchina burocratica della Provincia. Il problema, però, sembra essere il contenzioso, la cui prossima udienza è prevista per il 24 settembre».

Il sindaco, infatti, ha visto troppe volte arenarsi un’operazione che i cittadini attendevano da anni. Rimanendo estremamente delusi e scoraggiati.

«Sostanzialmente dal 2014, dopo che si presentarono nuovi dissesti, non sono più stati eseguiti interventi di riparazione su questa infrastruttura, e nel corso del 2019 questa viabilità ha subito dei danneggiamenti ingenti a causa delle condizioni meteo avverse di fine anno per le quali era stato dichiarato anche lo stato di calamità naturale – sottolinea Angori – È utile ricordare che è in corso anche un contenzioso legale scaturito dalla risoluzione del contratto per gravi inadempienze con la ditta che si era aggiudicata il primo appalto, elemento che rallenta ulteriormente l’iter procedurale».

Il presidente della Provincia spiega anche di essere in attesa «della prossima sentenza, confidando nel fatto che il giudice dia il via libera ad alcuni interventi non urgenti, che non alterano i luoghi, ma che sono utili a non perdere le lavorazioni fino ad ora eseguite e a far sì che l’infrastruttura non si deteriori ulteriormente».

Occorrerà, quindi, attendere prima di poter cantare vittoria. Ed è sensazione comune dover dare ragione al sindaco Ferrini: «L’esito del contenzioso potrebbe cambiare tutto e ritardare ulteriormente. Se ci fossimo messi prima al tavolo per il confronto con la ditta, forse a quest’ora saremmo arrivati a una soluzione per concludere una vicenda che, con tutta sincerità, ha dell’incredibile. Sia per l’ingente somma di denaro pubblico di cui i cittadini non hanno ancora usufruito, sia per i tempi che si sono allungati quasi senza una reale motivazione». —





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