Il Tirreno

Pontedera

sanità 

Ex sindaco incatenato per i letti di terapia intensiva all’ospedale di Volterra

samuele bartolini
Da sinistra l’ex sindaco, Marco Buselli,con altri manifestanti
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Da sinistra l’ex sindaco, Marco Buselli,con altri manifestanti

Protesta di fronte al palazzo che ospita il consiglio regionale a Firenze. Pochi i manifestanti, tra cui anche Marco Buselli

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VOLTERRA. «Ci spettano. I tre posti letto di terapia intensiva sono per Volterra. Ce li assegna il decreto del ministro Speranza. La giunta regionale del presidente Enrico Rossi deve cambiare la delibera». In pochi, incatenati ma decisi a non mollare. Vengono da Volterra, tirano su un presidio attaccati all’ingresso del palazzo del consiglio regionale, ma soprattutto non si sa proprio come facciano a stare lì “schiacciati” a tutto sole in una Firenze che ribolle sopra i 35 gradi. Tre volontari dell’associazione Difendiamo l’Ospedale (quello di Volterra, s’intende). Tra loro c’è pure l’ex sindaco civico, l’infermiere Marco Buselli. Sono in rappresentanza anche dell’associazione Mamme Alta Valdicecina, Sos Volterra e Volterra infanzia.

I TRE POSTI LETTO ANTI-COVID

Le associazioni dicono che l’ospedale Santa Maria Maddalena ha diritto a tre posti letto di terapia intensiva. Citano il decreto 34/2020 del ministro Speranza: assegna 0,14 posti letto per mille abitanti e a loro avviso tre posti andrebbero dritti a Volterra. Peccato però che la giunta Rossi dice “nisba”: la delibera 741 del 15 giugno interpreta il decreto per area vasta e quei tre posti letto sono stati “spalmati” in tutta la Asl Toscana Nord Ovest. Le associazioni vogliono che la giunta cambi la delibera. Stanno lì a manifestare sotto Palazzo del Pegaso, ma chissà se otterranno quello che vogliono. Tra l’altro consiglio e giunta stanno per levare le tende: a settembre si vota per le regionali.

SERVIZI PEDIATRICI CARENTI

Pediatra di notte e osservazione breve di giorno per i bambini all’ospedale di Volterra non ci sono. Se un bambino si sente male dopo le 20 (il sabato dopo le 16, la domenica dopo le 17) e viene portato all’ospedale di Volterra, non troverà nessun pediatra ma sarà il personale del pronto soccorso a curarlo con la telemedicina. «Sono anni che denunciamo questa carenza. Non ci vogliono ascoltare», attacca l’associazione Mamme Alta Valdicecina. E per gli ambulatori pediatrici, quello per problemi gastrointestinali non riapre. «Il servizio è attivo a Pisa», dice la Asl. Risultato: i genitori di Volterra sono costretti a prenotare le visite dei figli a Pisa. Sui tempi di attesa prima del Covid, le mamme dicono che «a volte servono sei mesi, a volte liste chiuse. Con l’aggravante che ci vuole un’ora di macchina dalla Firenze-Pisa-Livorno per arrivare a Pisa». L’ambulatorio allergologico invece funziona: vengono due dottori a rotazione dall’ospedale di Pontedera, mentre sul terzo pediatra di libera scelta, le famiglie della Valdiecina continuano a protestare: «Non lo vogliono mandare, ma noi insistiamo per il suo reintegro, vogliamo tornare al servizio com’era prima».

LE CURE ONCOLOGICHE A MEDICINA

«I malati di tumore sono curati nel reparto di medicina, dicono che è una situazione provvisoria, ma c’è il rischio che diventi definitiva, va risolta prima possibile» è la versione degli “incatenati”. che chiedono di risolvere alla svelta questa situazione: «I malati di tumore siano curati in un loro reparto. —

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