Sicurezza
Va in pensione dopo 28 anni l’angelo custode dei pazienti
Saluti commossi alla Pubblica Assistenza per Bonella Roghi che accompagnava i malati in ospedale per gli esami
SANTA CROCE
Ora si potrà dedicare ad un lavoro ancor più importante, la nonna a tempo pieno. Da ieri è in pensione, dopo 28 anni con la divisa della Pubblica Assistenza di Santa Croce, Staffoli e Ponte a Egola ad accompagnare i pazienti a fare le terapie (spesso salvavita) in ospedale.
Bonella Roghi, 61enne, ieri ha portato i pasticcini a colleghi e volontari nella sede di largo Bonetti per festeggiare il traguardo e per ringraziarli della disponibilità e dell’affetto in questi quasi 30 anni a bordo dei mezzi (ambulanza esclusa) dell’associazione guidata da Marco Remorini.
In 28 anni di lavoro ha visto e conosciuto un’infinità di persone, molte delle quali le porta con sé: «Quando accompagni le persone in ospedale, magari a fare una radioterapia, sai che ti trovi davanti un essere umano che ha bisogno di aiuto, di non sentirsi troppo solo. Anche delle semplici parole possono aiutarlo a vivere quel momento, che spesso porta ad un miglioramento della sua salute ma in alcuni casi purtroppo no. Questa, d’altronde, è la vita di ogni giorno, però quando sai che quell’individuo si è ripreso ti senti molto sollevato».
Bonella, poi, racconta come si fa per continuare per 28 anni a trovare ogni giorno la stessa convinzione e voglia di lavorare (dando una mano): «Da parte mia c’ho sempre messo il cuore, come tutti quelli che fanno quello che ho fatto io. E vedere i sorrisi delle persone che hai portato a curarsi ti ripaga di ogni fatica».
La signora Borghi, come detto, ora non farà la volontaria. A casa ha una nipotina di 4 anni che l’aspetta e sicuramente questo nuovo “mestiere” per lei sarà fonte di grandi soddisfazioni. «Arriva un momento – continua – in cui sei stanca e hai bisogno del meritato riposo. Poi credo che il volontariato sia fondamentale soprattutto per i giovani, perché è una palestra di vita che ti insegna determinati valori, dall’altruismo all’importanza di socializzare».
Nei 28 anni di militanza con la divisa arancione il mondo Anpas è sicuramente cambiato, così come non è più lo stesso il sistema all’interno del quale le associazioni di volontariato si muovono. Destino ha voluto che Bonella concludesse il suo ultimo spezzone di “carriera” in un momento decisamente complicato per il volontariato: tutto ovviamente dedicato all’emergenza urgenza, con tanti servizi che sono stati giocoforza rimandati. Ora la situazione si sta normalizzando (seconda ondata permettendo) e la Pubblica Assistenza ha ripreso a guardare al futuro con fiducia.
Bonella non sarà più a bordo ma rimarrà fra quelle persone che hanno dato tanto all’associazione. —
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